Politica

DA GIORGIA A ELLY

GIUSEPPE ADAMOLI - 11/07/2025

Dialogo coi giovani sulla politica. Cominciamo con la Meloni e poi finiremo con la Schlein. La premier ha una bella capacità di durata con i sondaggi ancora a suo favore. Pochi l’avevano previsto.

Si, è molto abile, furba e fortunata. “Abile”: è cresciuta a pane e politica e detto da me è tutt’altro che spregiativo. “Furba”: galleggia su e giù fra onde alte che però non sono travolgenti perché l’opposizione, colpevolmente divisa, contribuisce a frenarne l’urto. “Fortunata”: finché tiene il “trumpismo” il suo cammino corre lungo un alveo amichevole con l’Europa sempre più debole per la supremazia degli Stati membri, il che è una politica sbagliata, assurda e pericolosa per noi italiani. Detto questo, aggiungo che un giorno MELONI potrebbe pagare un prezzo molto alto per la sudditanza a TRUMP e con lei l’Italia, purtroppo.

A proposito di Trump hai scritto alcuni giorni fa parole molto dure sulla sua presidenza e sul suo essere prepotente, aggressivo e pure piagnucolone verso “l’Europa parassita che sfrutta il buon cuore americano”.

Trump non mette sulla bilancia i vantaggi economici, industriali, diplomatici che gli Stati Uniti hanno avuto dalla seconda guerra in poi grazie anche all’alleanza con l’Europa. Non credo sia un saldo negativo per gli Usa. Sono un appassionato di politica americana e mi fa quasi paura il modo come TRUMP tratta le Agenzie indipendenti, i pesi e i contrappesi istituzionali, in sostanza i contropoteri essenziali in una democrazia liberale. Arriva fino al punto di additare la stampa critica come acerrima nemica facendo addirittura i nomi dei giornalisti da biasimare. Non è solo eccessivo, è sconcertante. Stiamo attenti a non cadere noi nella stessa deriva.

Molti danno la colpa al popolo americano.

E’ l’ultima cosa che farei. La prima colpa è dei democratici, di JOE BIDEN che si è ritirato troppo tardi, del suo cerchio magico che ha sempre cercato di coprirne la forte malattia senile. Le primarie americane sono una cosa serissima, sono dei congressi statali con una grande presa sul pubblico, decidono politiche e candidature con enormi conseguenze elettorali. Non averle fatte, regalando la candidatura a Kamala Harris, debolissima, è stato molto negativo e TRUMP si è visto servito il piatto preferito.

Veniamo all’Europa sui cui, se ci permetti, hai una valutazione ambivalente: dici che è l’esperimento di integrazione più avanzato al mondo ma sei insoddisfatto di come vanno oggi le cose.

Si, l’UE è qualcosa a metà strada, a metà del guado. Guai a gettar via ciò che si è fin qui attuato ma le insidie del potenziale arretramento si vedono chiaramente. Prendiamo l’ipotesi del famoso “Riarmo”. Non solo il titolo è sbagliato ma manca la ferrea determinazione per un progetto di Sicurezza europea che si accolla il debito comune per realizzarlo. Non vorrei vedere un giorno un grande esercito tedesco invece che uno europeo. Anche per questo serve liberarsi subito del diritto di veto dei singoli Stati.

Allora ti è piaciuta ELLY SCHLEIN che ha detto a URSULA von der LEYEN che i voti dei socialisti e Democratici europei non sono scontati ma che devono essere meritati scelta su scelta

Si l’ho trovata convincente. Non si tratta di minacciare di uscire dalla maggioranza europea, ci mancherebbe, ma di evitare che si pratichi la politica dei “due forni”, uno con noi e un altro con la destra duramente euroscettica. La posizione dei democratici italiani dovrebbe mostrarsi decisiva su molti fronti.

Una parola conclusiva su come consideri la leadership della SCHLEIN.

Non l’avevo votata al congresso ma poi l’ho appoggiata per il suo sforzo unitario di tutte le opposizioni. Si ricordi però sempre che il Pd è “plurale o non è”. E parli di più di economia, di salari, di lavoro povero, di sanità pubblica, di pace e non di pacifismo inerte. Con meno estremismo di parole e più proposte concrete.