Politica

E SI GUARDA GIÀ AL ‘27

SANDRO FRIGERIO - 11/07/2025

Mettiamolo subito come spoiler: dovremo attendere ancora un po’, perché ogni previsione oggi é prematura, si tutti i fronti. C’è interesse per i candidati civici nelle liste, ma da qui a individuare il futuro sindaco ne corre. E chi ha delle carte, prudentemente non le scopre, perché rischierebbe di “bruciarle”. Anche perché le due probabili principali coalizioni che si fronteggeranno dovranno anche convenire un programma.

Destra e sinistra (per semplificare) ai presentano con alcuni punti-chiave nella loro faretra elettorale: La maggioranza uscente può far leva soprattutto sulle opere: i 110 milioni ottenuti e impegnati del PNRR sono tanta roba, peraltro sottolinea il sindaco Galimberti “tutti ottenuti come contributo a fondo perduto” (cioè dai “grant”) che non pesano sui conti del Comune, e poi opere come il piano stazioni (dove il completamento dipende in larga misura da altri enti, quali FNM, Enel) anche se l’integrazione funzionale con la stazione RFI è stata non eclatante, il rifacimento di Largo Flaiano (Magenta/Borri / Autostrada), il nuovo centro polivalente della ex caserma (da completare). E tra qualche anno il nuovo teatro, anch’esso cofinanziato. La destra rivendica invece un maggior sforzo per la sicurezza (richiesta rinviata al mittente con l’argomentazione che le forze dell’ordine sono di altrui responsabilità) e la necessità di interventi per vivacizzare/qualificare il centro cittadino.

I nomi, soprattutto ultimamente anche nello schieramento di centro sinistra, non sono mancati, ma non si esclude che si tratti in alcuni casi di ballon d’essai per saggiare la reazione dell’opinione pubblica. Analogamente, è ancora presto per capire se si punterà sulla soluzione più “organica”, tipo la segretaria cittadina del partito principale della maggioranza, se sarà una soluzione istituzionale (un assessore uscente: in passato si erano fatti nomi e cognomi come per gli assessori Ivana Perusin e Andrea Civati  oltre a quello di qualche consigliere). O ancora potrebbe essere un “civico” in grado di attirare voti. “La mia opinione è che fin dopo le vacanze non si entrà nel vivo”, dice Domenico Marasciulo, autorevole consigliere del Pd, presidente di Commissione, avvocato e ricercatore universitario. Incertezza anche sul metodo che si seguirà. Saranno primarie di partito (più o meno aperte, come avvenne nel 2016)? Oppure primarie di coalizione, o ancora sarà una candidatura che metta d’accordo tutti? Troppo presto per dirlo.

Sul versante centrista,  Luca Boldetti, formalmente l’ultimo “indipendente”, del centro destra, ritiene fondamentale che la coalizione si presenti unita fin da subito con un candidato sindaco capace e competente che abbia una visione chiara sulla città e il suo futuro”. Civico o di partito? “E’ secondario” risponde. “L’importante è che sia bravo e con le idee chiaro. Ancor meglio se è un moderato, perché a Varese le elezioni si eleggono al Centro. Tanto che i nomi che ho sentito finora (Bianchi, Cattaneo, Montalbetti) sono tutti profili moderati, che potrebbeo allargare la coalizione”

Il centro-destra coltiva chiare ambizioni di “riconquista del fortino” e di riallineare la scacchiere politico come gli altri centri maggiori della provincia. Qualche riunione di coalizione è già avvenuta. L’interrogativo maggiore è su chi guiderà la barra. Alle ultime elezioni, Forza Italia e la Lega avevano direttamente e singolarmente il 13-14% dei voti, il doppio di Fratelli d’Italia, che oggi ha, guardando le politiche nazionali, quasi il doppio  dei due altri partiti messi insieme. “Rivendichiamo come partito una posizione di diritto assoluto su Varese” dice Salvatore Giordano, che non scarta (ma nemmeno ci punta) la possibile candidatura di un civico “purché abbia caratteristiche ed esperienze amministrative, sappia interpretare il ruolo di sindaco, e le priorità urgenti, soprattutto, in primis la sicurezza urbana, senza fasce orarie coprifuoco, perché se l’ordine pubblico compete allo Stato,, quella secondaria compete anche ai comuni, intervenendo sulla riqualificazione di aree nascoste e degradate. Una città sicura è la base per la crescita demografica e gli investimenti delle attività produttive”.

Nel 2021 Galimberti vinse con un campo largo, che secondo dichiarazioni recenti (come  quella del senatore del Pd Alessandro Alfieri) dovrebbe riproporsi, ma alcuni equilibri sono da allora cambiati. L’agronomo Daniele Zanzi, che portava con la sua lista un pacchetto di voti d’oltre il 2 per cento venne sfiduciato da vicesindaco pochi mesi prima delle elezioni del 2021, per divenire un serrato critico della sua ex maggioranza. Luca Paris, in passato titolare di tutta una serie di posizioni, ha lasciato il Pd a fine 2022 per aderire al gruppo misto e con questo al Movimento 5 Stelle, pur rimanendo stretto alleato della maggioranza, che ha praticamente condiviso tutte le mozioni da lui presentate il consiglio. Oggi Paris, pur avvertendo che “è presto per assumere una posizione definitiva”, avverte che il Movimento “sarà parte attiva, e preferiamo una partecipazione dal basso, come le primarie. E se e ci saranno le condizioni programmatiche e politiche siamo pronti a valutare una corsa in coalizione. In caso contrario, nessun problema: abbiamo personale politico e risorse per proporre la scelta di un nostro candidato e di una nostra lista”. Insomma, vuoi vedere che i rapporti politici nazionali, potrebbero anche influire sulle candidature? Vale per il centro sinistra, ma vale anche per il centro destra (da valutare pure il ruolo della corrente vannacciata nella Lega) abituato ad una maggiore unità comunque quando c’è da votare.

Resta infine una questione di fondo sul ruolo o meno di civici. Anche al di là delle dichiarazioni di apertura che vengono dal Pd che riguardano il ruolo dei consiglieri ma nulla ancora è stato detto su quello di sindaco. A Varese ci sono davvero personaggi cosi esperti e noti nella “società civile” in grado di pilotare il consenso? E accettare il compito sicuramente impegnativo e full time sette giorni su sette di un sindaco di una città capoluogo?