La tassa di soggiorno è una realtà consolidata in molti Comuni italiani e Varese non fa eccezione. Introdotta per finanziare progetti di promozione turistica, si applica ai pernottamenti dei turisti nelle strutture ricettive, con tariffe differenziate in base alla categoria dell’alloggio. Tuttavia, a Varese, la sua attuazione ha sollevato critiche e richieste di revisione.
Dal 1° gennaio 2025, le tariffe sono: 2,50 euro per hotel a 4 e 5 stelle, 1,50 euro per i 3 stelle, 1 euro per strutture extralberghiere e B&B. Il gettito è gestito dal Comune tramite la società ICA S.p.A., incaricata anche della riscossione e dei controlli. L’obiettivo dichiarato è reinvestire i fondi nel marketing territoriale, nella manutenzione urbana e in iniziative culturali.
Molti gestori di B&B e piccole strutture segnalano un eccessivo carico burocratico. La riscossione ricade su di loro, che agiscono da sostituti d’imposta, rischiando di dover coprire di tasca propria eventuali mancati versamenti. Altra questione sentita è la concorrenza sleale da parte di strutture abusive non soggette agli stessi obblighi.
Le opposizioni chiedono maggiore trasparenza sull’utilizzo dei fondi e una revisione del sistema. Tra le proposte: esenzioni per le strutture più piccole, riduzioni stagionali e pubblicazione di un bilancio dettagliato sull’impiego delle risorse.
Nel 2024 la tassa ha fruttato oltre 1,1 miliardi di euro in Italia. Si prevede un ulteriore aumento nel 2025. Ma in tutto il Paese emergono problemi simili: mancanza di chiarezza nella gestione, investimenti poco mirati, assenza di un coordinamento tra enti locali.
Alla luce di queste criticità, ho inviato una lettera al Ministro del Turismo, chiedendo:
- norme più uniformi a livello nazionale;
- maggiore trasparenza nel reinvestimento dei fondi;
- una riforma della governance locale, per affrontare il fenomeno in modo sistemico e condiviso.
La tassa di soggiorno può essere una leva preziosa per il turismo, ma solo se usata con criterio, trasparenza e visione strategica. A Varese, come altrove, è necessario un cambio di passo per renderla davvero utile allo sviluppo del territorio e sostenibile per chi vi opera.