Dopo otto anni di silenzio e abbandono, la clinica La Quiete di Varese riapre le sue porte. La settimana appena trascorsa ha segnato il ritorno in attività di una delle strutture sanitarie più simboliche della città, un luogo che ha rappresentato per quasi un secolo un presidio di eccellenza medica e di profondo radicamento nel tessuto varesino. Il rilancio, fortemente atteso, è affidato a un progetto ambizioso che coniuga memoria e innovazione e punta a riportare la clinica tra le realtà di riferimento del territorio.
Fondata nel 1919 all’interno di una villa d’epoca ottocentesca, costruita a sua volta su un ex convento, La Quiete ha vissuto una lunga stagione da protagonista, spiccando per unicità quando le alternative alla medicina pubblica non erano così ramificate come ai giorni d’oggi: fino agli anni Duemila la dimora di Casbeno è stata infatti sinonimo di cura attenta e di comfort, paragonata da molti a un “albergo a cinque stelle”, grazie anche alla posizione immersa nel verde, alle camere accoglienti e a un servizio universalmente considerato di alto livello.
A guidarla per decenni, con passione assoluta e stile da “medico di un’altra epoca”, è stato il dottor Giorgio Riva, figlio del fondatore, chirurgo ortopedico e direttore sanitario. Riva ha dedicato la sua vita alla struttura: ne conosceva ogni angolo, ne supervisionava personalmente l’attività giorno e notte, e manteneva con il personale un rapporto basato su rispetto e fiducia reciproca. «Amava la sua clinica – ricorda chi ha lavorato con lui – ed è rimasto attivo anche durante la malattia, fino all’ultimo».
Il declino della clinica ha inizio dopo il passaggio di proprietà al gruppo Ansafin. A cavallo tra il 2009 e il 2016, tra problemi gestionali, aste fallimentari deserte e incertezze amministrative, La Quiete entra in crisi. Il 31 maggio 2017 i macchinari si spengono per l’ultima volta. Sessanta dipendenti presidiano la struttura in assemblea permanente, nel tentativo disperato di difenderla dal tracollo: la chiusura diventa una ferita profonda per la città, come tutte quelle in cui a venir meno è un elemento diventato identitario.
Dopo anni di tentativi infruttuosi di rilancio, nel 2024 parte il progetto di rinascita guidato da CEI Group, che ha rilevato e ristrutturato l’intera struttura. La nuova Quiete si presenta completamente rinnovata: più ampia, con tecnologie all’avanguardia (RMN, TAC, MOC), tre sale operatorie, quattro stanze di day surgery, un polo ambulatoriale e un centro diagnostico. L’eleganza originaria della villa è stata mantenuta, integrandola con spazi funzionali e luminosi. Alla guida della nuova gestione ci sono l’ex dirigente ASL Renato Soma, amministratore delegato, e il dottor Roberto Giani come direttore sanitario. Una convenzione firmata nei mesi scorsi con l’ASST Sette Laghi garantirà anche la possibilità di servizi in convenzione e il coordinamento per le emergenze.
In una seconda fase, nei tempi non ancora specificata, verranno poi attivate oltre 30 camere di degenza per completare l’offerta assistenziale. Intanto, da martedì 8 luglio i cittadini sono tornati a varcare il cancello di via Canetta per visite specialistiche, esami e piccoli interventi.