I colpi di assestamento per la nuova stagione televisiva che partirà a settembre si fanno sempre più forti, man mano che si avvicinano le scadenze della presentazione dei palinsesti. In questa settimana hanno fatto rumore due fatti in particolare: un’intervista dai toni forti rilasciata da Barbara D’Urso e le decisioni del gruppo Mediaset riguardo a un suo marchio storico e a un autore fondamentale per il gruppo: Antonio Ricci.
Cominciamo proprio da Striscia la notizia che col 2025/26 subirà un ritardo molto significativo nella partenza della programmazione ordinaria: Striscia inizierà infatti solo a novembre, per lasciare spazio a una sperimentazione – al via già dal 14 luglio – che vedrà nello slot del pre-serale e in quello dell’Access Prime time (cioè gli spazi immediatamente prima e immediatamente dopo il Tg della sera) il test di due game show molto apprezzati dal pubblico e ripescati direttamente dagli archivi del gruppo: La ruota della fortuna, condotta da Gerry Scotti, e Sarabanda, condotta da Enrico Papi.
Paperissima sprint traslocherà invece su Italia1, nella fascia dopo il pranzo.
Ricci, pietra miliare del gruppo di Berlusconi fin dai tempi del Drive In (anno di grazia 1983!) ha distillato parole al miele sulla decisione, ma è chiaro che l’aria per lui è cambiata a Cologno: da Golem intoccabile a pedina interscambiabile nel grande risiko dei palinsesti; peraltro, non si tratta di uno spostamento che può sapere di promozione, perché alla base di tutto (come sempre nella logica della TV commerciale) c’è un indebolimento degli ascolti, che negli anni aveva sempre costituito l’elemento di massima forza dei prodotti di Ricci.
Piersilvio Berlusconi, nel comunicato che annuncia la decisione, parla di un “graduale ma profondo lavoro di evoluzione di Canale 5”: vedremo come si svilupperà.
Barbara D’Urso intanto in un’intervista al Corriere rompe un silenzio che durava da molti mesi per tornare sul suo allontanamento dalla Tv che risale ormai a due anni fa. Nel colloquio col giornalista, la star oggi in naftalina stigmatizza tra le altre cose le voci che la vorrebbero fuori dai palinsesti prossimi venturi a causa di un veto espresso ai suoi danni dalla famiglia Berlusconi; un veto così forte da valere (davvero poco plausibilmente) anche per la Rai, a cui il suo nome era stato insistentemente accostato, in particolare per un’ipotetica reprise dello storico show “Carramba che sorpresa”. La sua è stata una tv votata a una commistione tra giornalismo e spettacolo che è molto piaciuta, poi è improvvisamente spiaciuta (più ai piani alti che al pubblico) e di fatto oggi è ancora senza eredi.
Intanto, La7 ha presentato i suoi palinsesti per l’autunno: il consueto diluvio di programmi di informazione, talk politici e approfondimenti giornalistici vari: un grande brodo primordiale di chiacchiere, che è riuscito a far sembrare un corpo estraneo alla rete di Cairo anche l’unico programma di intrattenimento in onda (tolto Propaganda live): quel Famiglie d’Italia condotto da Flavio Insinna che l’anno prossimo sarà sostituito – manco a dirlo – da un bel talk di approfondimento.