Spesso si rimpiange la Varese dei decenni passati ma non si tiene conto di come le abitudini delle città si siano profondamente trasformate. Basta fare qualche esempio: cambiamenti sociali e culturali, il maggior tempo che si trascorre fuori casa per lavoro o tempo libero, la facilità degli spostamenti e la connessione con il mondo, le differenti esperienze di vita, una società sempre più multiculturale.
A questo si aggiunge il fatto che i nuovi nuclei famigliari hanno necessità diverse rispetto al passato con maggiori esigenze di conciliare i tempi di casa e lavoro. Ecco allora che i nostri servizi di pre e doposcuola vanno incontro a questi nuovi bisogni con orari più flessibili ed estesi. Le giovani famiglie oggi hanno necessità di asili nido e servizi per l’infanzia, in un contesto globale segnato da profonde crisi economiche. Per questo il Comune di Varese ha introdotto la misura dei Nidi Gratis per andare incontro a questi bisogni emergenti. Ci sono poi crescenti richieste di servizi ad personam sia in campo socio sanitario che educativo: in questo senso il trasporto gratuito nel tragitto scuola-casa per bambini e bambine disabili e anziani è un servizio di essenziale importanza.
Anche i nuovi servizi assistenziali e domiciliari hanno subito forti potenziamenti, perché oggi si rivolgono ad una fetta sempre più significativa di una popolazione che invecchia. Aumentano poi le persone fragili o in gravi difficoltà economiche: in questo senso il sostegno introdotto a favore della mensa della Brunella è una misura fondamentale. Così come il sostegno dato tramite il Progetto “Varese Aiuta” alle persone e alle famiglie in stato di grave difficoltà economica, ad esempio contribuendo al pagamento della retta della mensa scolastica. E ancora, il Servizio emergenza freddo, programma di assistenza dedicato ai senza fissa dimora, con l’équipe specializzata e supporto dell’unità di strada.
Cambiano di pari passo anche le modalità degli spostamenti: le città oggi dedicano una maggiore tutela a chi, come studenti, anziani, famiglie, ha maggiori necessità di spostarsi a piedi o con in mezzi pubblici. Ecco allora la realizzazione di 20 nuove isole salvapedone in punti di forte passaggio come in prossimità delle scuole, 12 nuovi attraversamenti pedonali, 30 marciapiedi aggiuntivi, nuova illuminazione in prossimità degli attraversamenti pedonali, nuove zone 30 all’ora vicino a scuole e ospedali, circa 40 nuove pensiline alle fermate del trasporto pubblico per una maggiore sicurezza, una nuova stazione bus con posti a sedere e riparo dalle intemperie, nuove zone pedonali nelle zone delle stazioni.
Senza queste premesse, che evidenziano come i bisogni e le città siano profondamente cambiati, e quindi anche le azioni per soddisfare le nuove esigenze, anche la nostalgia della città del passato rischia di essere fuorviante.
Si deve tenere conto poi di una riduzione significativa delle risorse a disposizione dei Comuni e delle pubbliche amministrazioni. Nonostante questo, e nonostante il mutamento dei servizi che i comuni devono garantire ai cittadini, gli interventi messi a punto in questi anni sono di grande rilevanza.
Tuttavia mi piace ricordare come anche questa estate sia entrato nel vivo un articolato programma di interventi che punta i riflettori sui quartieri cittadini. Nuovi passaggi pedonali, abbattimento di barriere architettoniche, riqualificazioni di vie e piazze, opere di manutenzione e pulizia straordinaria, sistemazione di tratti di marciapiedi, nuovi cestini in aree di passaggio che ne sono sprovviste: questi solo alcuni esempi del complesso di opere previste per cui sono stati stanziati oltre 600 mila euro e che hanno come obiettivo la cura dei rioni. Sto parlando dei “Patti di quartiere”: grazie a questi accordi infatti abbiamo potuto innescare un percorso di partecipazione e ascolto finalizzato ad accogliere le osservazioni puntuali dei cittadini, osservazioni messe poi nero su bianco, per avviare gli interventi individuati e rendere più vivibili i luoghi segnalati direttamente dai residenti delle varie castellanze.
A questo si aggiunge poi il grande piano di manutenzioni e asfaltature partito in queste settimane in città, per il quale sono destinati 7 milioni di euro. Dalle piccole, ma essenziali, alle grandi opere per la cura della città dunque: un binomio che questa amministrazione persegue da sempre, destinando importanti risorse nonostante i drammatici tagli operati dal governo ai danni delle amministrazioni locali.
Dunque uno sforzo doppio, ma pur necessario, perché concordo con la riflessione di Flavio Vanetti su RMFonline quando avverte che è importante aver cura della propria città. La risposta concreta data all’amministrazione va proprio in questa direzione: nonostante un calo evidente delle risorse disponibili, si è puntata l’attenzione su progetti puntuali e mirati, che si uniscono alle grandi trasformazioni in corso che la città aspettava da decenni.
In questi anni l’impegno dell’amministrazione è sempre stato costante. Dalle opere legate al PNRR, con oltre il 65% dei progetti finanziati grazie alle risorse europee che sono terminati o in fase di esecuzione, ai grandi interventi di rigenerazione che in questi anni hanno coinvolto oltre 250mila metri quadrati di superficie, al potenziamento dei servizi, in città è in atto un grande percorso di trasformazione che coinvolge scuole, quartieri, rigenerazione, mobilità, ambiente e inclusione sociale.