Controvento

L’ITALIA MIGLIORE

RICCARDO SIGNORI - 11/09/2026

inchino a Federica Brignone

C’è un’Italia che in Europa, e non solo, tien botta meglio di tutto il resto del Paese. Ed è quella dello sport. Lo ha dimostrato in questa estate di successi e poche delusioni.

 Partendo dall’inverno di Federica Brignone, con i due straordinari ori olimpici nello sci, va fatto “chapeau” all’Italia delle donne, perfino a quelle che hanno perso, domenica scorsa, l’occasione che avrebbe fatto storia. Il pensiero corre all’Italia della pallavolo, guidata da quel produttore di successo che si chiama Julio Velasco. Le sue ragazze potevano far “Triplete”, termine coniato per l’Inter mourinhana, ovvero dopo aver vinto Olimpiadi e Mondiali conquistare l’Europeo in sequenza. Peccato siano state prese da un colpo di sonno negli ultimi due set nella finale con la Turchia che giocava in casa, era campionessa uscente ed è guidata da un maschio italiano. Ma cosa volete dire a una squadra che in 11 grandi manifestazioni è arrivata 7 volte a medaglia, tre delle quali d’oro?

 In aggiunta, quel giorno, un’altra sconfitta ha illuminato l’universo rosa: quella delle ragazze del basket battute, in un match ai mondiali di Berlino, solo dal canestro finale dalla squadra Usa, la più forte del mondo. Poteva essere un sogno. Qualcuno dirà: nello sport contano i successi non sogni o pedigree. Ed è vero. Però…

 I maschi nostrani, invece, ci mostreranno le foto di Yannik Sinner e Kimi Antonelli per restituire quel certo piacer del primeggiare anche nello sport. Peccato che Sinner sia un caso unico, il resto della compagnia tennistica è solo di buon livello. E Antonelli sia entrato nella leggenda, con l’exploit di Monza, dove ha rimontato e vinto partendo da ultimo. E qui bisognerebbe chiedersi quanto contino piloti e auto avversarie, Ferrari compresa. Kimi ha tempo per rivincere ancora tanto, ma questo passo nella storia lo deve al fatto che da 60 anni un italiano non vinceva a Monza. Ed è bella storia. Fra l’altro, due anni dopo il successo di allora, a firma Ludovico Scarfiotti su Ferrari (già, la Ferrari allora vinceva), il complesso dei Rokes lanciò una canzone “Bisogna saper perdere…non sempre si può vincere” che i nostri piloti, e spesso l’ultima Ferrari, hanno preso davvero sul serio.

Detto questo, ad onore dei maschi va sottolineato che, agli Europei, Gianmarco Tamberi nell’atletica (salto in alto) e Nicolò Martinenghi nel nuoto, re della rana nei 50 e 100 m., ci hanno ricordato di essere uomini d’oro per tutte le stagioni. Ed altri ancora sono stati protagonisti. Eppure le ragazze hanno preso il sopravvento. Nadia Battocletti, sempre più “StraordiNadia”, ha sventolato il suo segno del potere volando, come corresse su una nuvola, nei metri finali dei 5000 e 10mila metri europei. Larissa Iapichino nel lungo, Dariya Derkach nel triplo, Sofia Fiorini nella marcia hanno completato il quadretto degli ori. Simona Quadarella con 3 ori nel nuoto in vasca, Chiara Pellecani con i 5 nei tuffi, Ginevra Taddeucci con 2 ori nel nuoto di fondo e la giovanissima Sara Curtis nei 50 dorso con record mondiale, ci hanno raccontato la forza delle donne. Questo fiorir di nomi e storie, fra sport individuale e di squadra, racconta anche quanta integrazione ci sia nel nostro sport. E il colpo d’occhio dice che le ragazze hanno un “quid” che le distingue, al di là di ori, argenti e bronzi incamerati da uomini e donne fra nuoto, atletica, scherma (bilancio pari: 3 ori su 4 per i maschi agli europei, 3 ori rosa su 4 ai mondiali), canottaggio, ginnastica e Giochi del Mediterraneo.

Ora, invece, tocca ai maschietti più attesi: quelli del calcio che fanno di tutto per rovinare l’immagine sportiva in Europa e nel mondo. Vedremo cosa combineranno. Servono successi dagli azzurri della Nazionale e una o due squadre nelle semifinali delle Coppe. Si attendono smentite al “Bisogna saper perdere”.