Si terrà il 26 settembre a Villa Recalcati, sede istituzionale della Provincia di Varese, la mattinata di studi in ricordo del professore Giuseppe Armocida, mancato il 18 febbraio a settantanove anni. Psichiatra e medico legale, storico del Risorgimento e della medicina, globe-trotter dell’insegnamento universitario in numerosi atenei italiani, Armocida ha guidato dal 1995 la Società Storica Varesina intitolata a Leopoldo Giampaolo, alla cui presidenza è stato sostituito dall’amico e collaboratore Marco Tamborini. Il convegno (dalle 9.30, sala Ambrosoli), sarà moderato dal presidente della Provincia e “padrone di casa” Marco Magrini. Dopo i saluti del sindaco Davide Galimberti, la parola passerà a un folto gruppo di studiosi.
Tanti sono gli aspetti da indagare per mettere a fuoco il contributo offerto alla cultura dal compianto medico e storico di Ispra. Quattro illustri colleghi parleranno del suo rapporto con l’Università dell’Insubria, dove il professore insegnò ventitré anni prima di andare in pensione nel 2017 (in precedenza aveva insegnato alla Statale di Milano, a Foggia, Ancona e Pavia). Sono Giovanni Bernardini, già direttore del dipartimento di biotecnologie e scienze della vita dell’ateneo varesino, il chirurgo e storico Renzo Dionigi che ne fu il rettore dal 1998 al 2012, Ilaria Gorini docente di storia della scienza medica e direttrice del centro di ricerca in osteoarcheologia e paleopatologia e Mario Tavani, vicepresidente della fondazione Giovanni Valcavi.
Serena Contini, responsabile degli archivi letterari del Comune di Varese, ne rievocherà l’esperienza di amministratore pubblico come sindaco di Ispra dal 1990 al 1995 e assessore alla cultura del Comune di Varese nella giunta Fumagalli dal 1997 al 2002. Marco Tamborini, direttore della Rivista della Società Storica Varesina e coautore di Armocida in numerose iniziative editoriali, ricorderà i meriti di chi lo ha preceduto alla presidenza dell’associazione. Rivelando che, pur malato da tempo, il professore ha voluto essere informato fino all’ultimo sull’uscita della Rivista 2026, approvando la scaletta degli interventi scientifici e rammaricandosi di non avere consegnato un proprio studio per il numero in preparazione.
La presidente dell’Ordine dei medici della provincia di Varese Giovanna Beretta e la psichiatra forense Stefania Zeroli evidenzieranno il ruolo medico del collega scomparso e infine Renato Soma, esperto di sanità pubblica e Marco Zanobio, figlio di Bruno Zanobio figura di spicco della storia della scienza della salute – che Armocida ebbe come insegnante a Milano e considerava un secondo padre – approfondiranno l’apporto dato alla Società Italiana di storia della medicina come presidente. Chiuderà i lavori la vedova Monika Jung Armocida. Il sito della comunità accademica varesina ricorda il docente per l’approccio umanistico alla terapeutica, l’amore per i libri, la straordinaria eloquenza e il rapporto con gli studenti.
Ex allievo del liceo Cairoli, Armocida a Varese è stato professore ordinario di storia della medicina e ha diretto il dipartimento di sanità pubblica unendo le personalità del medico e dello storico. Ha inoltre attivato un filone di studi di antropologia fisica e bioarcheologia sulle ossa ritrovate nei siti archeologici della provincia, dando avvio a un’attività diventata un fiore all’occhiello dell’ateneo. In ogni ruolo ha dimostrato di possedere doti di empatia e la capacità di trasmettere la passione per il sapere, l’approfondimento, la curiosità e l’attenzione alle radici che hanno contraddistinto la sua vita. Lo studio del passato, scrive uninsubria.it, “era per lui una delle chiavi per comprendere il presente e affrontare le sfide etiche della modernità”.