Cultura

ARTE NEL PARCO

LUISA NEGRI - 12/06/2026

Sono arrivate la scorsa settimana al Castello di Masnago altre sculture della collezione Orsini, dopo l’allestimento delle prime opere appartenenti allo stesso nucleo espositivo.

Un tempo gioielli di arte contemporanea presenti a Villa Buttafava di Cassano Magnago, erano entrati nel percorso espositivo del Museo varesino di arte contemporanea in comodato d’uso lo scorso febbraio diversi lavori Fluxus e Verbovisuali (RMFonline, 20 febbraio 2020).

Il curatore delle mostre dedicate e conservatore museale Silvia Vacca e l’assessore comunale alla Cultura Laforgia hanno ora concretizzato la collocazione di altri importanti lavori, ma questa volta pure all’interno del parco. Lo scopo è di creare, ha osservato il sindaco Galimberti, un circuito tra arte e parchi con la vicina Villa Baragiola. Un’ottima, gradita soluzione per un museo che gode di un vasto spazio verde all’esterno dell’antico castello, appartenuto un tempo ai nobili Castiglioni e Mantegazza. E che, come altri edifici museali del nostro territorio, ha la fortuna di poter utilizzare ampi spazi esterni per allestimenti, occasionali o definitivi che siano, come già è.

Si pensi a Villa Panza, che accoglie da tempo importanti opere nello splendido parco di Biumo Superiore, affacciato sopra la città: come, tra le altre, la piccola casa in legno di Bob Wilson o la scultura ‘fontana’ di Meg Webster.

Ma si considerino anche le passate mostre di scultura a Villa Mirabello, rimaste per afflusso e gradimento di pubblico nella memoria collettiva, o i cicli espositivi  ospitati a Villa Recalcati con opere di Arnaldo Pomodoro, Giuseppe Sangregorio, Maria Cristina Carlini, Vittore Frattini e altri illustri artisti.

Grazie alla collezione Orsini sono dunque approdati nel Parco di Masnago importanti lavori, come Arcaico moderno di Antonio del Donno (!927-2020), creazione circolare, dinamica e leggera, e una fondamentale opera di Mirella Bentivoglio. Artista colta e intellettuale poliedrica, deceduta nel 2017, è rimasta tra noi, viva e presente, anche come portabandiera del femminismo.

Il suo pensiero, oggi più che mai attuale, onora la città. E non solo. Chi sale nel parco della villa potrà d’ora in poi confrontarsi con il filo smurato, l’impronta di Penelope. Si tratta di un suo lavoro in travertino, un muro composto da sedici lastre simboleggianti un arazzo con dei fili strappati, che racconta la lunga attesa di Penelope ma soprattutto la dignità e necessità dell’universo femminile, desideroso di affrancarsi da ogni sudditanza,materiale e psicologica. Vogliamo credere che questa presenza forte, di opera e d’artista, possa costituire una meta desiderata, un motivo di processione salvifica per ogni donna desiderosa di quel rispetto che non a tutte è riservato. Pagine vergognose e dolorose si stanno ancora scrivendo in un momento in cui la prevaricazione del violento mondo maschile isola e schiaccia le donne, e non solo laddove incalzano guerra e odio razziale. Anche nei nostri democratici territori episodi quotidani di violenza contro le donne nutrono la cronaca nera.

Artista fondamentale nel percorso collezionistico locale, prediletta dalla famiglia Orsini, possiamo dire dunque che a Bentivoglio è stato riservato dalla città di Varese uno spazio fisico ideale, che consente un’ulteriore, fondamentale e concreta valorizzazione della sua incessante ricerca culturale, estesa in più ambiti comunicanti tra loro in modo organico e armonioso: da quello artistico al letterario, allo storico-sociale.

Proprio a lei sono state dedicate letture dal museo di Masnago presenti le autorità, la famiglia Orsini  e diversi estimatori e affezionati del mondo dell’arte. L’evocazione di personaggi come la Lisitrata aristofanea, la Penelope omerica e la Clitemnestra raccontata dalla tragedia greca, grazie alle letture e alla accorta regia dell’ attrice Liliana Maffei, hanno riportato ai temi più cari a Bentivoglio.

Altre opere della collezione Orsini si sono aggiunte poi anche all’interno del museo alle altre già presenti. Nel portico si incontrano ora le casette con audio di Ben Patterson dedicate al Sogno di una notte di mezza estate, che avevamo visto, in anni passati, appese contro il cielo, tra i rami degli alberi di Villa Buttafava. Mentre al primo piano del castello sono ora accolti due pianoforti artistici, che ricordano rispettivamente i due movimenti Fluxus e Verbovisuali.

Il primo è decorato da Jean Francois Bory- con soldatini e richiamo alla pace- il secondo da Arrigo Lora Totino. Che tratta con spirito ironico lo strumento, servendosi di spartiti musicali per farne un pacco.