
Il 7 luglio del 1946 lo stadio Soldier Field di Chicago era stracolmo: centomila persone stavano pregando in concomitanza con la cerimonia in corso a Roma per la canonizzazione di Francesca Cabrini, la suora originaria di Sant’Angelo Lodigiano mandata in missione negli Stati Uniti da Leone XIII. Lei voleva convertire la Cina e scelse come secondo nome Saverio (da San Francesco Saverio, che operò in Asia ed è stato proclamato patrono delle missioni). Ma il pontefice della Rerum Novarum la indirizzò verso le Americhe e precisamente a New York, dove stavano sbarcando migliaia e migliaia di migranti tra i quali moltissimi italiani. Era l’ultimo decennio dell’800 e da allora questa piccola suora, spinta da un sacro fuoco interiore, cominciò una vita avventurosa che la portò a fondare la congregazione delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù e a far costruire in tutto il mondo un’ottantina di istituti tra case di riposo, ospedali, orfanotrofi, asili. Il film biografico del regista Alejandro Monteverde del 2024 mette bene in risalto le difficoltà, le minacce e persino gli attentati che Francesca Cabrini affrontò e superò grazie a una fede incrollabile.
Instancabile viaggiatrice, la Santa attraversò per 28 volte l’Atlantico recandosi anche nell’America meridionale. E trascorse l’ultima parte della vita proprio a Chicago, dove nel 1905 riuscì a concretizzare un suo sogno nonostante l’ostilità delle autorità locali (vescovo compreso): la costruzione di un ospedale per accogliere immigrati e poveri. E fu proprio in una stanzetta del Columbus Hospital che la Santa morì, vittima della malaria, il 22 dicembre 1917. Oggi, da una decina di anni, quell’ospedale non c’è più e al suo posto c’è un grattacielo residenziale molto ambito per via del Lincoln Park e del vicino Lago Michigan. Ma nei pressi del nuovo edificio è sorto comunque il National Shrine of Saint Frances Xavier Cabrini, un santuario con la camera d’ospedale originaria in cui morì la Santa, centro di una grandissima devozione popolare e continua meta di pellegrinaggi.
Abbiamo citato Chicago, Leone XIII, Francesca Cabrini, che chiese e ottenne la cittadinanza americana e quindi è la prima cittadina degli Stati Uniti ad essere canonizzata dalla Chiesa … tutto ci porta sulla strada di un altro chicagoan da primato, il primo papa statunitense figlio appunto della più grande città dell’Illinois. Fili misteriosi ma reali uniscono le due storie di Francesca Cabrini e Francis Robert Prevost, la cui nomina papale è stata festeggiata con un evento che ricorda quello del ’46 dedicato alla Cabrini, con la differenza che stavolta lo stadio straboccante di persone è stato il Rate Field dei White Sox, la squadra di baseball che gode della simpatia del papa. Tutto ciò ormai è storia. Ora, però, ci apprestiamo a vivere un altro significativo momento di questo legame. Sempre attento a consolidare le relazioni che hanno segnato la sua vita, sabato 20 giugno Prevost si recherà infatti in visita pastorale a Sant’Angelo Lodigiano, per pregare di fronte alla reliquia della Santa Cabrini. Sarà una tappa breve ma intensa al termine della giornata dedicata a Pavia e ai luoghi agostiniani, un viaggio che in un primo momento era stato annunciato soltanto col programma della visita nella città di San Pietro in Ciel d’Oro. Mi piace perciò pensare che Leone abbia voluto aggiungere la tappa lodigiana, non lasciandosi così sfuggire l’occasione per rinnovare memoria e devozione verso la Santa dei migranti e delle opere di assistenza, una piccola donna dalla grande fede che ha rivoluzionato la Chiesa e la società.