Politica

MAGA-BISCHERATE

ROBERTO CECCHI - 12/09/2025

Questa non è stata un’estate sonnacchiosa come le altre, in passato, quando era tutto rallentato fin quasi a fermarsi, in omaggio a Sua Maestà la Calura. Quando le notizie erano poche, rarefatte, centellinate. Al massimo si parlava di gossip. Ci facevano sapere chi va e chi viene dalle località più esclusive della montagna e del mare. E si parlava soprattutto delle abitudini delle personalità di grido della politica, dell’imprenditoria, dello spettacolo. Gli argomenti erano qualche temporale più violento degli altri e le file ai traghetti. Un argomento, quest’ultimo, che oggi chiunque evita con cura, per evitare il rischio che notizie del genere favoriscano l’inizio della costruzione del ponte sullo Stretto di Messina, che nessuno vuole.

No. Questa è stata un’estate diversa dalle altre. Han prevalso notizie ansiogene se non drammatiche, somministrate una dietro l’altra, senza soluzione di continuità, con una qualche perfidia, anche per Ferragosto. Hanno cominciato con le presenze d’agosto al mare. Ci hanno assalito con l’allarme degli “stabilimenti balneari vuoti”. Sembrava che non stesse andando più nessuno al mare. Che gli stabilimenti fossero desertificati e che, quindi, improvvisamente, stesse venendo meno il turismo estivo, un caposaldo della nostra bilancia commerciale. Non era vero. Dopo pochi giorni son venute fuori le statistiche (parziali) e abbiam capito che le presenze in Italia, in quello scorcio della prima metà d’agosto, erano addirittura superiori a quelle dell’anno precedente (+14,1%). Comunque, era presto sia per drammatizzare che per tranquillizzare perché, per capire come sono andate le cose, bisognava spettare almeno che la stagione fosse finita. E invece ne è venuta fuori una polemica che ha coinvolto i più alti livelli della politica di ogni schieramento.

L’altra questione che continua a creare apprensione sono stati i dazi. Non è una notizia nuova. Ormai se ne parla da mesi e siamo tutti col fiato sospeso. Abbiamo seguito con apprensione la processione di Capi di Stato e di governo di tutto il mondo, al soglio del presidente americano, finché non abbiamo visto tutta la UE in delegazione a cercar di disinnescare la mina, con fare dimesso, questuante. Una preoccupazione grande. Ma meno grande di quanto si creda, se si sta alle parole di Carlo Cottarelli, un economista autorevole, che qualche anno fa ha anche rischiato di fare il presidente del Consiglio, che sempre a metà agosto ci fa sapere che “L’export italiano negli Usa vale l’11% del totale” (Cottarelli, Corsera, 12.8.25). Dunque, una cifra importante, visto che i valori della Borsa oscillano di centesimi di punto, ma non drammatica, se si pensa che circa l’80% dell’export italiano è interno alla UE. Sarebbe stato meglio se fosse stata la politica a tranquillizzarci un po’.

Per il resto del tempo di questa estate calduccina, come ormai di consueto, siamo stati deliziati dai capricci del presidente USA. Dietro i quali non c’è proprio niente. Solo improvvisazione e arroganza. E una sequela di errori che quasi certamente porteranno a delle conseguenze difficili da sanare. Non c’è bisogno di cercare dei riferimenti per dire quel che sta succedendo. È sotto gli occhi di tutti. Il 15 agosto, in Alaska, il Nostro ha completamente riabilitato Putin, accogliendolo con tutti gli onori e srotolandogli un bel tappeto rosso sotto i piedi. Nemmeno quindici giorni dopo l’autocrate russo ha fatto una giravolta di 180 gradi ed è andato in Cina a dar vita ad una sorta di coalizione di stati che si contrappone all’Occidente e agli USA in particolare. Ma non basta. Trump ha promesso di risolvere la questione palestinese incontrando personalmente non so quante volte il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Dopo le promesse di una soluzione negoziale, puntualmente annunciata sui giornali, i bombardamenti israeliani sono addirittura aumentati. E sono diventati di una crudeltà tale che non si può pensare che siano fatti da un popolo che ha dovuto patire la shoah. Per non dire della questione ucraina, anche questa sotto gli occhi di tutti, gestita coi ricatti delle terre rare, garantendo un giorno il sostegno militare e ritirandolo il giorno dopo. Altro che MAGA, caro presidente! solo MEGA bischerate!