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UN CANESTRO DI SOFFERENZA

CLAUDIO PIOVANELLI - 12/09/2025

Olivier Nkamhoua

Mancano soltanto tre settimane all’inizio del campionato di basket che vedrà ai nastri di partenza una Openjobmetis speranzosa di evitare le sofferenze delle ultime tre stagioni.

Come era prevedibile, dopo i patimenti dello scorso campionato, sono stati congedati tutti i giocatori stranieri (evitiamo qui di ricordare i loro nomi, non hanno lasciato traccia nella grande storia della Pallacanestro Varese), compreso il controverso Jaylen Hands, miglior realizzatore del torneo con 578 punti segnati ma che, al tirar delle somme, non ha trovato l’apprezzamento di alcun grande club europeo, visto che giocherà nel Panionios.

Da subito, per diversi motivi, era apparsa fondamentale la conferma dei migliori giocatori italiani, i più positivi nel rooster della scorsa stagione ma anche molto apprezzati e amati dal pubblico di Masnago. Uno dopo l’altro, Matteo Librizzi, Elisée Assui e Davide Alviti hanno accolto le offerte della società e accettato dunque di proseguire la loro avventura in biancorosso; per Librizzi e, in particolare, per Assui si temeva la concorrenza dei college statunitensi, disponibili adesso a spendere cifre inimmaginabili sino a poco tempo fa, mentre per Alviti potevano essere in agguato club più “abbienti”. Per fortuna, però, tutti questi rischi si sono dissolti e la P.V. ha potuto tirare un sospirone di sollievo.

Sempre parlando di giocatori italiani, si è cercato dapprima di chiudere il “buco” lasciato sotto i tabelloni da Fall e da Esposito (quest’ultimo liquidato forse un po’ troppo frettolosamente) e si è puntato così su Maximilian Ladurner, pivot di 207 centimetri che compirà 24 anni il prossimo 6 dicembre, reduce da una esperienza in serie A2 a Torino dove ha giocato mediamente 16 minuti a gara segnando 5,1 punti e catturando 3 rimbalzi, mentre in precedenza aveva disputato tre stagioni a Trento.

Per completare il quadro dei giocatori italiani nel 5+5 ecco la guardia Mauro Villa, prodotto del settore giovanile biancorosso, argentino ma di formazione italiana, classe 2004.

Decisive allora le scelte per il “parco stranieri”: lo erano state nel bene nel campionato 2022-23, quello per intenderci di Brown, Ross, Johnson e Owens con Michael Arcieri al comando (salvo il drammatico finale di campionato provocato dal “caso Tepic”), lo sono state nel male quelle delle ultime due stagioni, con una serie impressionante di disastri che hanno finito col rendere impervia la via della salvezza.

Il giocatore sicuramente più interessante tra quelli chiamati a vestire le insegne biancorosse è il finlandese Olivier Nkamhoua, 24 anni, ala di 203 centimetri di grande fisicità, ammirato con la maglia della sua nazionale ai recentissimi Europei. Nkamhoua, madre finnica e padre camerunense, ha giocato negli Stati Uniti dal 2017 al 2024 (ultima stagione alla Michigan University con 15 punti e 7 rimbalzi a gara) e lo scorso anno è stato in Germania, a Chemnitz, ancora con cifre molto positive. Pare che Olivier Nkamhoua sia l’unica “prima scelta” di Varese, cioè il solo giocatore che il club biancorosso aveva in testa alla lista dei desideri; con lui potremmo finalmente rivedere qualche gioco in “posizione 4” spalle a canestro, soluzione tattica fondamentale che Varese nelle scorse stagioni ha deliberatamente ma inspiegabilmente scelto di non perseguire.

Non scordando mai che Varese è costretta a fare i conti con un budget tutt’altro che stellare e che la gestione di Luis Scola non ha al momento alternative, pare che il resto della “truppa straniera” sia un po’ di ripiego.

Stefan Moody, 32 anni fra poco, regista tascabile con i suoi 178 centimetri, vanta una decennale esperienza europea che lo ha visto in Turchia, Grecia, Francia, Bosnia, Bielorussia e persino in Cina, sempre con numeri interessanti, in particolare alla voce assist.

Tazé Moore, classe 1998, guardia di 196 centimetri, ha quasi sempre militato in G-League, salvo la scorsa stagione in Canada con cifre decisamente interessanti (17,6 punti, 8,1 rimbalzi e 7,3 assist a gara!), tutte però da confermare ai nostri livelli sicuramente più elevati; mancino, elegante nelle movenze, sarà altrettanto efficace?

Il pivot titolare è Nate Renfro, 28 anni, 203 centimetri, reduce da alcune discreti campionati in Grecia e dalla scorsa stagione a Sassari, condizionata da un serio infortunio. È chiaro che la sua esperienza ellenica deve avere convinto coach Giannis Kastritis, malgrado numeri che sul suo conto non risultano proprio esaltanti.

Resta scoperto un ruolo fondamentale, cioè quello di guardia tiratrice, il giocatore dal quale dovrebbe arrivare il maggior numero di punti. Al momento è in prova Allerik Freeman, ottimo curriculum ma reduce da un serio infortunio (rottura del tendine di Achille) rimediato otto mesi orsono. Freeman, classe 1994, già stato visto in Italia con la maglia di Venezia, nelle tre amichevoli disputate sin qui non ha certamente incantato ma bisogna dare tempo al tempo…

Che dire di questa squadra ancora in allestimento? A dispetto della prorompente fisicità di Olivier Nkamhoua, la nuova Openjobmetis ci appare un po’ “esilina”, a cominciare da Renfro sotto i tabelloni e per finire con Moody in regia (accanto a Librizzi). L’impressione è che in una pallacanestro sempre più fisica questa squadra possa essere destinata ancora una volta a soffrire. Non aiuterà un avvio di campionato molto impegnativo: esordio a Sassari il 5 ottobre, debutto a Masnago il 13 ottobre contro Milano, poi trasferta a Reggio Emilia e secondo appuntamento casalingo con Trento per poi puntare su Venezia e ricevere Bologna (5 novembre) nel breve volgere di un mese. Mica male…