Fisica/Mente

VITE IN SALVO

MARIO CARLETTI - 12/09/2025

In questi giorni ha tenuto banco in sanità la querelle della Commissione del Ministero della salute sciolta per la presenza di rappresentanti no vax (o targati come tali) ed anche la posizione del Presidente Trump contro la Florida che avrebbe la volontà di non rendere più obbligatori i vaccini.

Anche la sanità non sfugge alle logiche della politica, dalle quali mi tengo volentieri lontano, mi preoccupa solo il messaggio che passa e come possa essere interpretato dai cittadini.

La storia della medicina è molto semplice e ci racconta come alcuni fattori abbiano permesso al genere umano di abbattere le morti ed allungare la vita media tra questi il rendere l’acqua potabile e le vaccinazioni sono al primo posto. Chiaro e preciso anche il nesso tra miglioramento di qualità della vita e allungamento dell’età, tra educazione/conoscenza e salute.

Non si tratta quindi di tirare acqua a nessun mulino ma di esporre cifre e numeri per cercare di spiegare. Proviamo a farlo con il morbillo una malattia che ci ricorda l’infanzia, i bambini, una età in cui non puoi scegliere ma lo fanno gli altri (genitori) per te.

Il morbillo è una malattia virale altamente contagiosa si trasmette in modo rapido ha una incubazione di una, due settimane ed ha come sintomi tutti ben noti la febbre, la tosse ed un esantema caratterizzato da macchioline diffuse sulla pelle e la mucosa delle guance.

Si trasmette da un soggetto all’altro tramite piccole goccioline di saliva emesse mentre si parla o con la tosse o lo starnuto, molto rara la trasmissione con oggetti.

Dopo l’introduzione dei vaccini i soggetti colpiti non sono più bimbi tra 4 ed 8 anni ma adolescenti tra 16/18 anni non vaccinati o che non rispondono al vaccino.

In sé la malattia evolve in genere senza grossi problemi può complicarsi in ogni caso con otiti, broncopolmoniti, diarrea.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha come obbiettivo quello di vaccinare il 95% della popolazione e questo numero è dettato dal fatto che una volta raggiunto rende il terreno di diffusione del virus molto più difficile ed ostile limitando la circolazione dello stesso in modo netto.

Se non si va oltre l’80% circa il 20% dei nuovi nati va incontro alla malattia se la copertura è ancora più bassa si favorisce l’insorgenza di una epidemia.

Se si raggiungesse invece almeno il 95% il virus non esisterebbe più ed i nostri nipoti probabilmente non ne sentirebbero più parlare.

Nella primavera-estate 2002 va ricordato che si verificò nell’Italia Centrale e Meridionale una importante epidemia di morbillo che porto ad almeno 6 decessi.

Le complicanze sono minime cioè febbre o lievi esantemi nel 5/10% dei vaccinati, quelle gravi come encefalite 1 su un milione pari alla frequenza chi non si vaccina e probabilmente quindi da non ascrivere al vaccino.

Gli ultimi aggiornamenti in Italia che sono del periodo maggio/giugno di quest’anno hanno fatto registrare 391 casi di morbillo dei quali la metà in Lombardia, Sicilia e Lazio. L’incidenza (termine che indica numero dei casi rispetto alla popolazione in un lasso di tempo definito) più alta in Calabria, P.A Bolzano e Sicilia.

Circa l’87% dei colpiti non era vaccinato, un terzo ha riportato complicanze e l’ambito di trasmissione più comune quello famigliare.

Il vaccino è costituito da un ceppo vivo di virus reso innocuo e spesso viene associato a vaccino anti rosolia e parotite, la somministrazione consigliata è in due dosi, la prima tra i 12/15 mesi (copre il 95% dei vaccinati) la seconda tra i 5/6 o 11/12 copre il rimanente 5%).