
Il Giubileo dei detenuti in corso di svolgimento in San Pietro è l’ultimo degli appuntamenti previsti dal calendario dell’Anno Santo 2025. Non considerando infatti le celebrazioni legate al Natale (che si svolgerebbero comunque) la chiusura della Porta Santa della Basilica è fissata per il 6 gennaio, giorno dell’Epifania. Le altre Porte invece tra il 27 e il 28 dicembre.
I grandi eventi sono stati trentacinque, ognuno dei quali nelle diverse tipologie ha chiamato a raccolta decine di migliaia di fedeli con l’impressionante punta del milione di giovani che per due giorni ha cambiato il volto di Tor Vergata.
L’organizzazione ha dovuto poi far fronte a due “fuori programma” di portata internazionale: la morte di Papa Francesco ( 21 Aprile 2025) con il successivo funerale e l’elezione di Papa Leone XIV (8 Maggio 2025). In entrambi i casi decine di migliaia di persone non previste hanno raggiunto Roma.
Giubileo dei record dunque su cui sarà interessante svolgere nei prossimi mesi qualche riflessione per capire le reali motivazioni che hanno mosso 35 milioni di fedeli a sobbarcarsi la fatica di varcare una Porta Santa per accedere all’Indulgenza plenaria.
A provare una prima analisi di quanto accaduto è un rapporto di “The Data Appeal Company”, azienda di studi di Firenze, che attraverso l’analisi di migliaia di recensioni, tariffe e tracce digitali lasciate dai pellegrini, evidenzia come l’Anno Santo abbia ridisegnato i flussi turistici della capitale.
Il dato più eclatante riguarda il cuore della cristianità: la Basilica di San Pietro ha registrato un impressionante aumento del 93% nelle tracce digitali. Anche i Musei Vaticani hanno segnato una crescita, seppur più moderata, con un +10% di tracce. L’indice di popolarità della Città del Vaticano, cresciuto del 60% con picchi a Marzo e Aprile (Pasqua) e Agosto-Settembre, ha svolto anche una funzione “calamita” nei confronti delle classiche attrazioni come il Colosseo, la Fontana di Trevi e il Pantheon.
L’Italia si è confermata il primo bacino di provenienza dei pellegrini (27% di tutte le tracce), seguita da Spagna, Stati Uniti, Francia e Regno Unito. Tuttavia, gli incrementi più notevoli sono arrivati dai paesi a forte tradizione cattolica: Argentina (+29,2%), Canada (+14,4%), Messico (+11,6%) e Polonia (+7%). Al contrario si è registrato un calo da Germania (-41,3%) e Francia (-12,2%).
È cambiato anche il profilo del viaggiatore. Sebbene coppie e famiglie abbiano continuato a dominare le presenze, sono emersi con forza i viaggiatori solitari, che ora rappresentano il 15% del totale.
Contrariamente ai timori di speculazione, le tariffe alberghiere sono rimaste complessivamente stabili addirittura in leggero calo rispetto allo stesso periodo del 2024. Si è assistito però a una ridistribuzione della domanda verso tipologie di alloggio più accessibili. Ostelli, B&B, campeggi hanno visto così una forte crescita dei prezzi (+27%), segno di uno spostamento della domanda verso soluzioni “low cost”. Il cosiddetto turismo di lusso è rimasto al palo.
I pellegrini si sono mostrati più propensi a investire in cultura (mostre e acquisti di oggetti religiosi) piuttosto che in svago e cibo; per i ristoranti, il punto debole è stato la percezione del prezzo, giudicato spesso troppo elevato per la sostenibilità di una famiglia.
Soddisfazione trasversale invece per organizzazione, sicurezza e professionalità del personale vaticano e del Comune che hanno permesso lo svolgersi del Giubileo senza incidenti di rilievo. Anche i romani residenti, storicamente inclini alla lamentela, hanno guardato con simpatia al susseguirsi degli eventi lasciandosi spesso coinvolgere volentieri. E se non è un miracolo questo…