Ti mangio il cranio

GRAFITLANDIA

FLAVIO VANETTI - 12/12/2025

Varese, Corso Moro (da Googlemaps)

Un tempo c’erano l’agenzia viaggi Maccapani, la Casa della Plastica, la pasticceria Pirola e un’edicola di giornali. Oggi c’è solo un irritante e inaccettabile degrado che rappresenta un pugno nello stomaco per il cittadino e/o per i turisti. Mi riferisco al porticato del palazzo dell’Inps, lato via Moro, quindi dalla piazza Monte Grappa alla piazzetta della chiesa di San Giuseppe: come dire, il debosciamento – ecco il cazzotto nel ventre – ha piantato le tende proprio a ridosso del centro e del salotto buono. C’è pure l’aggravante: il lato di via Volta del suddetto palazzo non è che sia il fiore all’occhiello della pulizia e dell’accoglienza, ma la già citata Inps, nelle more di interventi ai vari piani dell’edificio, qualcosa per quella zona ha fatto. Figli e figliastri, dunque: il lato A – da tenere in qualche modo curato perché c’è l’ingresso dell’istituto – e il lato B, nel senso del sedere, senza giri di parole e slalom concettuali.

È mai possibile? No che non lo è. Siamo, come detto, nel ventre di Varese e stride il confronto tra il lato opposto della via, che accoglie negozi e parecchi passanti, e quello in questione, ridotto ad alcova di barboni e di brutti ceffi, a luogo dove depositare pattume di ogni razza e genere, a posto ideale per fare “grafitlandia” sui marmi un tempo magari non nobili ma di sicuro rispettati. E poi il buio: sconsolante, tetro, vomitevole. C’è pure una fermata per gli autobus, anch’essa porto di mare degli incivili, oltretutto con un paradosso: quella esattamente sul lato di fronte se la cava meglio, anzi in una sostanziale normalità. La spiegazione è semplice: in quel porticato ci sono le luci e le attività che scongiurano, o alla peggio riducono, i gesti inadeguati. È invece noto e provato che dove ci sono il “dark” e l’abbandono fioriscono gli atti inurbani. Tra l’altro è stata pure chiusa una biglietteria (dell’Avt, se non ricordo male) che era stata messa al posto dell’edicola dei giornali: se non altro era un presidio per controllare la situazione.

Ma la cosa più inaccettabile è che l’amministrazione comunale non riesca a imporre all’Inps, ente a sua volta pubblico, di provvedere alla bonifica di quello schifo e a una regolare manutenzione. Forse, risanando tutto, qualcuno sarà interessato a riaprire i negozi e a rivitalizzare quelle vetrine oscurate e sporche, proprio perché, vivaddio, siamo nel cuore della città. Cari signori della giunta municipale varesina, vogliamo darci una mossa? Ma per davvero… Basta fregarsene o accettare che l’Inps non risponda agli inviti che probabilmente saranno stati fatti: il decoro urbano esiste o no? E non ci sono strumenti legali per far cessare questo scandalo?