Il Ministero della Salute italiano ha deciso di sostenere la campagna europea sull’uso appropriato degli esami radiologici (Getting the right Image for my patient).
Oggigiorno non vi è più alcun medico che valuti lo stato di salute, o faccia diagnosi di malattia, senza il supporto delle immagini (ma non solo) che le nuovissime tecnologie ci hanno permesso di avere a disposizione.
Una volta per i medici era molto più importante la semeiotica (anche perché non c’erano molte altre alternative) cioè l’utilizzo dei propri sensi prima di tutto per valutare, etimologicamente parlando, i ‘segni’ di malattia dei propri pazienti ma oggi, questa per altro affascinante specialità, ha assunto ruolo relativamente marginale.
La campagna oggi attiva in 21 Paese dell’Unione si rivolge ai medici ed agli operatori sanitari sottolineando quanto sia importante scegliere l’esame giusto ma anche la sua appropriata prescrizione.
Le statistiche raccolte infatti indicano ad esempio come diverse TC (tomografie computerizzate) siano richieste non in modo corretto.
In modo specifico la campagna mette in evidenza sette domande alle quali sarebbe giusto rispondere prima della prescrizione di un esame con radiazioni ionizzanti: quale è il valore aggiunto che questo esame mi garantisce, ne ha già fatto uno simile di recente, c’è un esame alternativo che non espone a radiazioni, il mio paziente sa che questi accertamenti non sono esenti da rischi, come posso scegliere l’esame più adatto, sono certo che la paziente non abbia una gravidanza in corso, quali aspetti considero se si tratta di un bambino.
Scopo ovvio è quello, tramite questi dubbi, di arrivare a prescrivere l’accertamento solo se effettivamente necessario e nelle condizioni che nuoccia il meno possibile al paziente.
In questi ultimi anni la ricerca ha fornito al medico una ampia gamma di esami tra i quali scegliere ciascuno dei quali utilizza naturalmente tecniche diverse.
TC, radiografia e fluoroscopia ad esempio usano tutte lo stesso principio fisico di base: un fascio di raggi X attraversa il paziente, una parte di questi raggi viene assorbita dal suo corpo, un’altra va invece raccolta da un rilevatore (una pellicola, uno schermo etc) per essere registrata ed elaborata (ora anche dall’intelligenza artificiale).
La finalità della radiografia è una singola immagine (anche la mammografia che è specifica per le strutture interne del seno) che viene poi interpretata; la fluoroscopia è una immagine continua visualizzata su monitor ad esempio per procedure interventistiche (usando anche mezzo di contrasto); la TC sono numerose immagini raccolte dal rilevatore, che si muove attorno al corpo del paziente, e che vengono poi ricostruite in sezioni trasversali di organi e tessuti.
I benefici di questi esami sono evidenti perché permettono al medico sia in fase diagnostica che in quella terapeutico/interventistica di essere molto più accurato, ma le radiazioni ionizzanti hanno una energia che può provocare danni al nostro organismo.
Questi vanno da potenziali alterazioni del DNA, ad un aumento (piccolo e dipendente da età, sesso con donne che hanno rischio maggiore e regione anatomica interessata) di probabilità che un paziente sviluppi in età avanzata il cancro, a danni diretti ai tessuti come cataratta, arrossamento cutaneo, perdita di capelli (tutti dipendenti dalla dose e dalla frequenza dell’esposizione).
Giusto quindi che il medico sia invitato a valutare sempre ponendo massima attenzione al rapporto rischio/beneficio dell’esame che propone.