Politica

MATTARELLA D’ORO

GIUSEPPE ADAMOLI - 13/02/2026

Tanti fatti mi hanno colpito nella prima parte delle Olimpiadi invernali che sto seguendo con passione essendo, peraltro, un amante dello sci che ho praticato con l’entusiasmo di chi voleva migliorare le sue scarse doti fisiche e tecniche.

Di eccellenza l’organizzazione, il servizio delle forze dell’ordine, l’ospitalità di tantissimi leader internazionali. Peccato solo che le altissime Istituzioni mondiali largamente rappresentate alla bella manifestazione di apertura a Milano non abbiano portato alla tregua olimpica nei teatri di guerra.

Milano e Cortina senz’altro all’altezza della loro fama e, da varesino con la Lombardia nel cuore, sottolineo il contributo impeccabile della Valtellina con le piste e la predisposizione alle grandi competizioni di Bormio, abituata alle gare di coppa del mondo, e di Livigno.

In tutto ciò mi ha impressionato l’accoglienza di Milano al Capo dello Stato, Sergio Mattarella. La sua popolarità non emerge solo alla Scala, ma nelle strade e nelle piazze, perfino nella bolgia di San Siro strapieno dove è stato salutato da un boato mentre è facile che qualche scapestrato possa farsi sentire con fischi e grida.

Le parole giuste, l’atteggiamento misurato e mai arrogante, il servizio alla comunità nazionale sono qualità di Mattarella generalmente apprezzate. La sua capacità di farsi ascoltare da tutte le parti politiche caratterizza la sua personalità che richiama alla concordia e alla collaborazione.

La riflessione che mi viene naturale anche in questa occasione è che l’Italia ha bisogno del Presidente della Repubblica che rappresenti in modo eccellente l’unità dell’Italia, che presieda il Consiglio supremo di difesa e il Consiglio superiore della magistratura, che difenda sempre con vigore il sistema dei pesi e contrappesi istituzionali, che sappia dialogare con autorevolezza con la presidenza del Consiglio dei Ministri.

L’ultimo esempio è di pochi giorni fa con l’esame preventivo del Quirinale sul rispetto dei fondamentali principi della Costituzione per i provvedimenti governativi sulla Sicurezza. Tutto questo senza entrare ovviamente nel merito sostanziale degli stessi provvedimenti la cui responsabilità è interamente del governo e della sua maggioranza.

Tutto ciò fa parte del lascito morale di Mattarella come di altri Presidenti prima di lui. La conclusione di questo mio ragionare che parte da un grande evento sportivo e di popolo è che non sarebbe per nulla opportuna, anzi sarebbe negativa, qualsiasi riforma che dovesse in qualche modo limitare l’autorità e lo spazio d’azione del Capo dello Stato.