Apologie Paradossali

COSÌ DIVERSI DA NOI

COSTANTE PORTATADINO - 13/03/2026

L’Imam Khomeini

(S)Noi Europei, i cristiani in particolare, sembriamo i più preoccupati, molti veramente angosciati, per i possibili sviluppi delle guerre, in particolare di quella israeliana. Altri Stati, nazioni, religioni, molto meno; anche gli stessi iraniani. Sapete spiegarmi perché? Vi do un parziale suggerimento: in un’intervista della Cnn Kamal Kharazi, consigliere per la politica estera dell’ufficio della Guida Suprema, Mojtaba Kamenei ha escluso la diplomazia e ha affermato che la guerra finirà solo attraverso la sofferenza economica che l’Iran saprà infliggere al mondo intero. «Non vedo più alcuno spazio per la diplomazia. Perché Donald Trump ha ingannato gli altri e non ha mantenuto le sue promesse: mentre eravamo impegnati a trattare, ci hanno colpito. Non c’è spazio a meno che la pressione economica non aumenti a tal punto da spingere altri paesi a intervenire per garantire la fine dell’aggressione di americani e israeliani».

(C)La ragione principale sta nella storia, quasi all’origine stessa della religione islamica. Dopo la morte di Maometto nel 632, la maggioranza della comunità accettò come guida il califfo Abu Bakr. Nel tempo si costituirono grandi imperi sunniti, ma un gruppo consistente di fedeli continuò a sostenere che la successione alla guida religiosa spettasse ai diretti discendenti di Maometto. Ritenevano inoltre che la tradizione risalente anche a Maometto (Sunna) non dovesse avere valore normativo pari al Corano.

Molti sostenitori della famiglia del profeta furono coinvolti in ribellioni contro i califfi sunniti, ma il mondo religioso e politico che vi si rifaceva rimase minoritario e isolato finché, costituitosi in Iran un grande impero plurinazionale, Ismail I nel 1501 impose lo sciismo come religione ufficiale, forse soprattutto per trovare un elemento di coagulo tra molte etnie. L’Impero savafide trasformò la Persia da prevalentemente sunnita a fortemente sciita. Da allora l’Iran è il principale centro dello sciismo, quindi l’ispiratore di una concezione estrema del dovere, con una visione salvifica della funzione del dolore e del sacrificio.

(O)In che cosa si contrappongono le due tendenze?

(C) Per secoli il successore di Maometto fu il Califfo; per i sunniti il califfo è: il capo politico della comunità globale dei fedeli (Umma) il garante dell’unità della comunità islamica, il difensore della legge islamica. Questa pretesa non è mai stata accettata dagli sciiti. Dopo l’abolizione formale del Califfato operata da Ataturk nel 1924 con la laicizzazione del potere in Turchia, mentre il mondo sunnita prese progressivamente a modello l’aspetto politico occidentale, in Iran l’integralismo religioso mantenne una presa di fondo su gran parte della popolazione, fino ad ottenere una vera RIVOLUZIONE, anche se sarebbe più giusto dire RESTAURAZIONE, sotto la guida dell’IMAM KHOMEINI nel 1979. Questo comportò anche un radicale cambiamento delle alleanze politiche, soprattutto contro USA e Israele.

(O)Come incide l’elemento religioso anche sulle scelte politiche?

(C) La ragione è teologica: gli sciiti “duodecimani” credono che l’ultimo imam, il dodicesimo, Muhammad al-Mahdi, sia occultato e tornerà alla fine dei tempi. Finché non ritorna, nessuno può sostituirlo pienamente. Per questo la Repubblica islamica iraniana usa un modello diverso da tutti gli Stati d’ispirazione sunnita: la guida del giurista islamico (velayat-e faqih). In tempi recenti questo principio è stato introdotto da Khomeini nella costituzione della Repubblica islamica con la figura del rahbar, o Guida Suprema, assistito dal Consiglio dei Guardiani della Rivoluzione. Il giurista teocratico deve quindi assumere ed esercitare tutti i poteri, guidare senza compromessi la comunità islamica, in qualità di “tutore” in attesa del ritorno dell’Imam Duodecimano.

(S)Quindi non c’è nessuna possibilità di evoluzione pacifica in senso democratico della struttura statale iraniana?

(C)No. Credo che adesso si possa anche capire meglio perché il timore che un simile regime possa avere la disponibilità della bomba atomica sia angosciante per i governanti israeliani e possa spingere a scelte più che azzardate, al limite della tragedia. Si capisce anche la ragione dell’atteggiamento ostile, benché cauto degli Stati sunniti, della cautela di Russia e Cina, che sostengono l’Iran contro gli Usa a parole, ma lasciano fare loro il “lavoro sporco”.

(O)Voglio mantenere un filo di speranza. Quello che appare impossibile agli uomini è possibile a Dio. Solo Lui sa trarre il bene anche da un’apparenza, persino da una realtà di male. Questo può essere l’unico fondamento della PACE. I nostri progetti si rivelerebbero drammaticamente insufficienti e l’idea di affidarci all’uno o all’altro partito estremo, totalmente fallace. Questo è quello che sembrano non capire o non accettare oggi, USA e Israele. A un nemico del genere non è possibile imporre la “propria pace” quella che dà il mondo. La pretesa di Trump di scegliere Lui la Guida Suprema appare addirittura ridicola. Solo una profonda ispirazione religiosa, non certo una occidentalizzazione della gioventù iraniana, potrà aprire una via d’uscita da questa tragedia, coltivare una speranza di pace.

(S)Sebastiano Conformi (C)Costante (O)Onirio Desti