In Confidenza

PULIRE I VETRI

Don ERMINIO VILLA - 13/03/2026

Una mattina, mentre bevevano il caffè, la moglie disse al marito, osservando dalla finestra la vicina che stendeva il bucato: “Guarda tu! Come sono sporchi quei panni! Forse c’è bisogno di un altro tipo di detersivo. Oppure dovrei farle vedere io come si lava il bucato!”. Scena e commento si ripeterono varie volte. Un giorno la donna meravigliata disse al marito: “Guarda tu! La nostra vicina ha imparato a fare il bucato! Le camicie sono bianchissime. Chi le avrà detto come si fa?”. Il marito rispose: “Nessuno le ha fatto vedere nulla! Ma questa mattina, io mi sono alzato prima e, mentre tu ti sistemavi, ho pulito i vetri della nostra finestra!”.

Tutto dipende dalla pulizia della finestra da cui guardi tu. Se ingrassi, pensano che ti abbuffi perché sei deluso. Se dimagrisci: o sei malato o hai una storia segreta. Se vuoi condividere pensieri per alzare il livello, sei pesante. Se ridi, sei superficiale. Se piangi, vuoi farti compatire. Tutto dipende dalla pulizia della finestra da cui guardi tu…

Il problema è avere gli occhi e non saper vedere, non guardare le cose che accadono… Occhi chiusi. Occhi che non vedono più. Che non sono più curiosi. Che non si aspettano che accada più niente. Forse perchè non credono che la bellezza esista. Ma sul deserto delle nostre strade Lei passa, rompendo il finito limite e riempiendo i nostri occhi di infinito desiderio” (Pier Paolo Pasolini).

Papa Giovanni XXIIII, l’11 ottobre 1962, all’apertura del Concilio, pronunciò nell’omelia un “no” netto ai “profeti di sventura che non sono capaci di vedere altro che rovine e guai, annunziando sempre il peggio”. La sera, guardando dalla sua finestra, pronunciò il famoso “discorso alla luna”, quello della “carezza del Papa”.

Guardando l’orizzonte, non di Roma ma del futuro dell’uomo, invitava “a cogliere quello che unisce e a lasciar da parte, se c’è, qualche cosa che ci può tenere un po’ in difficoltà… cantando, sospirando, piangendo, ma sempre pieni di fiducia”.

Il Vangelo ci porta a pulire i vetri della finestra del cuore per vedere in modo nuovo e diverso quelle persone che lasciamo sempre all’angolo, ai crocicchi del quotidiano. Non saranno sberluccicanti V.I.P., ma preziosi però, perché amici. Tutto dipende dalla pulizia della finestra da cui guardi tu.

La qualità sta nei dettagli; così la verità, l’amore, Dio, l’arte, le emozioni. A volte i dettagli più insignificanti danno le migliori risposte. Solo le persone di larghe vedute curano i dettagli, perché perdersi nei dettagli è saper leggere tra le righe. Dio è esigente: non basta dire, scrivere, messaggiare T.V.B., bisogna dimostrare di amare.