Pennsylvania Avenue

SPERANZA D’UN NUOVO OBAMA

FRANCO FERRARO - 13/03/2026

“Fede, famiglia, lavoro e unione”: le quattro parole con le quali James Talarico ha vinto le primarie democratiche al Senato in Texas. “Non stiamo solo cercando di vincere le elezioni”, ha detto ai suoi sostenitori: “Stiamo cercando di cambiare radicalmente la nostra politica, e sta funzionando”. Entusiasmo ed ottimismo non mancano a questo seminarista presbiteriano di 36 anni, laureato ad Harvard, che cita le Scritture e si dice convinto di sbancare anche alle elezioni di medio-termine. Secondo molti la sua retorica religiosa potrebbe attrarre una consistente fetta di elettori religiosi conservatori o moderati che in genere votano repubblicano.

Mission impossible? Di certo non sarà facile. I Democratici non vincono una corsa al Senato in Texas dal 1988. Talarico dovrà affrontare il senatore John Cornyn o il procuratore generale dello Stato Ken Paxton. Dovrà lottare per far passare messaggi come:”Le persone trans non ci stanno togliendo l’assistenza sanitaria… I musulmani non stanno tagliando i fondi alle nostre scuole…Le guerre culturali sono una cortina fumogena”. Parole come pietre sulla scena repubblicana scagliate da un giovanotto che cominciò a farsi notare nel 2018 quando riuscì a ribaltare i pronostici di un distretto ad Austin, dopo aver percorso a piedi l’intero distretto (25 miglia) in un solo giorno, tenendo assemblee pubbliche e trasmettendo il tutto su Facebook Live. Da allora la sua notorietà è cresciuta costantemente, esplodendo sui social media, con milioni di follower su Instagram e TikTok.

Il nodo immigrazione è presente in tutti i suoi interventi: non solo come una questione del Texas ma di tutto il Paese. E spesso usa questa metafora per spiegare il suo approccio: “Le persone desiderano un sistema di immigrazione sano, un confine sicuro che garantisca la sicurezza pubblica e che le persone che arrivano qui lo facciano per contribuire alle nostre comunità e non per minacciarle”, ha detto. E dunque: “Dovremmo trattare il nostro confine meridionale come la nostra veranda. Dovremmo avere un enorme zerbino all’ingresso e una serratura alla porta”. E il messaggio deve essere passato visto che nel voto in Texas in cinque diverse contee rurali a maggioranza latina, sono stati espressi più voti alle primarie democratiche che a quelle per Kamala Harris nelle elezioni presidenziali del 2024. Secondo i dati dell’Associated Press nelle contee in cui la popolazione è latina per almeno il 60%, Talarico ha superato la deputata avversaria Jasmine Crockett con il 62% contro il 35%. C’è poi l’approccio economico.

E anche qui Talarico si fa notare: “Abbiamo già una lotta di classe in questo paese. Sono i miliardari che fanno la guerra contro il resto di noi”. Chiaro populismo economico, ma che può fare breccia nelle fasce della popolazione più segnate dalla crisi economica e dal preoccupante aumento del costo della vita. “Tutti dicono che il Partito Democratico è nel deserto, e sono d’accordo” ha dichiarato Talarico in un’intervista. “Tutto quello che direi è che il deserto può essere un luogo prezioso in cui nascono nuove idee, nuovi leader e nuovi movimenti. E quindi incoraggerei il mio partito ad accogliere questo periodo nel deserto, a usarlo per sperimentare, innovare, cambiare e trasformare questo partito politico in modo che possa ricominciare a lottare per la gente comune”. E allora: vox clamantis in deserto o nuovo Obama?