Storia

GÈNT DE VARÉS

FERNANDO COVA - 13/12/2013

Ogni decennio qualcuno rinnova il ricordo dei soprannomi degli abitanti delle castellanze e località di Varese. Mi assumo pertanto l’incarico di riportare i nomi associati ai vari abitanti delle zone cittadine. Ho cercato di sintetizzare dagli studi di illustri predecessori che si sono dedicati all’argomento, quali il dottor Zavattari, l’avvocato Bombaglio, il duo Maggiora e Gorini, l’avvocato Salvi e altri cultori di storia locale.

Procedendo in ordine alfabetico:

Avign e Velà: crud; crud potrebbe riferirsi al detto “crud come un pioeucc” ovvero duro di cuore, avaro; detti anche fat insipido?

Bigiogiar: i quaranta matòcc; ricorda i quaranta operai che pagarono una signora per trovare lavoro a Milano, qui giunti non trovarono né la signora né il lavoro; detti anche pisùni o mangia cusciènza

Biumm da Sótt: ravisciàtt; mangia minestre di foglie di rapa o broccoli; anche detti leguràtt, da lepre?

Biumm da Sùra: cavalàsc; forse si riferisce ai cavalli, o a donna sciatta o spiritata?

Bóst: màzza sant; legata alla vicenda di sant’Imerio qui morto, secondo la leggenda

Bubià: tàcul; contadino rozzo oppure riferito alla cornacchia ovvero chiacchierone; detti anche viràn?

Calcinà: taculìtt; come Bobbiate; ma taculìtt sono anche i piselli

Cartàbia: gussùni; gozzuti

Casbénn: spazzapulée; ruba polli o spazza-pollai; detti anche mulasc?

Cudelàgh: scalzacàn; mascalzone o scalzacane o anche scannapidocchi; ranàt inteso quale gorgogliare dell’intestino

Giubiàn: sarunàtt; bevitori di siero per i latticini

Lissàgh: ariàn; ariani, infedeli

Madòna dul Munt: giudée; avari e ostinati come i giudei

Masnàgh: bindèlitt; bindell ossia un nastrino, fa bindèll è l’atto di agitare un tizzone con relative scintille

Nuvelìna: mal levàa; maleducati

Rasa: bècch; caprone o becco

San Férmu: penàsca; dal nome antico del luogo

Sant’Ambroos: crustitt; proprietario di poco terreno; scartuzzìt, bellimbusto

Schiràna: pessàtt; autoesplicativo

Val Ulóna: lavandée; per la vicinanza del fiume; senza cuscienza, attributo caratteriale

Varès: busìn o busìt, bosino o contadino; sciùr, quìj da san Vitùr; detti anche marturòtt, colui che corteggia una ragazza o baslùtàtt venditore di oggetti di legno

Una volta questi nomi erano usati come sfottò (una presa in giro vivacemente umoristica) ora ritornano in auge solo durante qualche festa paesana o qualche palio e spesso si è perso anche il vero significato.