Politica

SALUTARE ENERGIA

GIUSEPPE ADAMOLI - 14/11/2025

Di Zohran Mamdani sappiamo ormai tutto, sindaco a 34 anni, con un programma radicale e una campagna impareggiabile. Un sindaco musulmano nella città con la più grande comunità ebraica fuori di Israele. Questo, sì, un fatto storico, noi che abusiamo di questo termine.

Di New York sappiamo da sempre che è un insieme di etnie diverse con dimensioni formidabili, una città diversa da tutte le altre dove chi vince le primarie del partito democratico è praticamente già sindaco. Neppure una personalità come l’ex governatore democratico dello Stato di New York, Andrew Cuomo, sconfitto da Mandani alle primarie e in corsa come “indipendente”, ha potuto cambiare l’esito elettorale pur sostenuto dal Presidente Trump.

Sappiamo abbastanza anche delle due nuove governatrici che hanno vinto in New Jersey e in Virginia strappando ai repubblicani uno dei due Stati. Una bella e clamorosa conferma che il motore di queste vittorie sono stati i giovani, soprattutto nella Grande Mela, e le donne nei due Stati.

Possiamo dire che nell’insieme siano stati risultati anti Trump? Qui le analisi divergono ma è proprio lo stesso Presidente americano nella sua megalomania a dirci che è probabile. L’America si sta dimostrando scettica sulle pretese autoritarie del Presidente; sul superamento dei contropoteri istituzionali; sull’asservimento del sistema giudiziario a quello di governo; sulla politica dei dazi messa in discussione dalla stessa Corte Suprema con maggioranza molto vicina a Trump.

Si può quindi affermare che sia stata una botta pesante alle politiche MAGA che, fra l’altro, contrastano ferocemente l’accoglienza degli immigrati che è stata sempre l’anima del “sogno americano? Vorrei rispondere di sì, ma so che dietro l’angolo ci può essere la deriva ideologica e dunque alzo le mie difese di tipo pragmatico.

Conseguenze in Europa?

Un punto mi pare chiaro: nello scenario internazionale un eventuale indebolimento di Trump, sempre diffidente con l’Europa, non significherebbe affatto la rassicurazione di un ritorno alla normalità di un’America che “ci pensa” anche per noi europei. No, quel tempo è finito per sempre ed è bene così.

Nessun rallentamento dunque nella costruzione dei nostri sistemi di Difesa e Sicurezza, semmai più attenzione ai termini e alla simbologia che si usa, (a questo proposito, la parola “riarmo” dell’Europa è stata un errore). Va piuttosto ricercato e attuato un sistema di relazioni con il Grande Sud del mondo che può essere un’ottima opportunità nell’evoluzione geopolitica che è già iniziata.

Conseguenze in Italia?

Meglio essere realisti: il governo Meloni sarà solo, a parole, meno legato a Trump ma ben poco cambierà. La potenzialità dell’alternativa, che è l’anima della democrazia e che può ridurre l’astensionismo, rimane un obiettivo non facile da raggiungere e da perseguire con tenacia e senza soste.

Pur con tutta l’indispensabile prudenza, dall’America arriva per l’opposizione una carica di salutare energia per affrontare con coraggio e audacia i problemi che attanagliano e frenano il nostro sviluppo: salari bassi e caro vita. Ce lo hanno detto anche Bankitalia e Istat nei giorni scorsi.

In questo quadro, i progressisti potrebbero e dovrebbero utilizzare di più e meglio alcune parti di società non di sinistra ma innovative, nonché rivalutare il tema molto popolare della sicurezza nelle nostre realtà urbane di ogni tipo.

Crederci è la necessità non di una parte politica ma di una democrazia viva, attraente e credibile.