Politica

L’IDENTITÀ CHE CI VUOLE

GIUSEPPE ADAMOLI - 16/01/2026

Una domanda mi tormenta da parecchio tempo: perché tante difficoltà verso una vera Federazione Europea?

Una risposta discutibile l’ha data, con l’eccessiva sicurezza che lo contraddistingue almeno ai miei occhi, ERNESTO GALLI della LOGGIA sul Corriere di alcuni giorni fa: “Il problema vero dell’Unione europea alla fine è uno solo: che i suoi cittadini non si sentono europei. E un organismo politico fondato sul consenso ma verso il quale i suoi membri non sentono alcun sentimento di appartenenza, non consiste realmente in nulla. Nel senso che non riuscirà mai ad attingere il grado di sovranità necessario a prendere quelle decisioni davvero cruciali che riguardano la pace e la guerra, cioè la vita e la morte dei suoi cittadini”.

In sostanza l’Europa, secondo GALLI DELLA LOGGIA, manca di una reale “identità”. Questo è probabilmente vero ma solo in parte. Se ciò fosse del tutto vero non avremmo avuto la “comunità europea” che, dopo le tragedie terrificanti delle due guerre mondiali, ha saputo assicurarsi decenni di pace e progresso umano, sociale ed economico.

Oggi tutto questo non basta più di fronte alle sfide di TRUMP e della nuova geopolitica mondiale ma è comunque un valore che va molto rafforzato senza mai smarrire il senso di fiducia.

Il cammino positivo dell’Europa è magistralmente descritto in un bel libro di TIMOTHY GARTON ASH, “Patrie. Una storia personale dell’Europa”. Parla delle sue lunghe esperienze nell’Europa centrale; dei blocchi Est-Ovest guidati da America e Russia; della forza contagiosa delle democrazie liberali in larga parte dell’ex Unione sovietica. E’ questa l’identità su cui può e deve camminare la grande idea dell’unità europea.

Con il suo libro, questo importante storico e intellettuale politico nato in Inghilterra, rivolge un appello a noi europei affinché comprendiamo e difendiamo ciò che è stato faticosamente conquistato continuando a lavorare per un futuro sempre più condiviso. Ho letto questo libro con gratitudine e ne condivido sia le premesse che le conclusioni.

E dunque? E dunque nell’immediato spero tanto che la dichiarata lontananza di Trump dall’Europa, da prendere sul serio malgrado la sua volubilità, possa trasformarsi in un rilancio dell’Ue. La prova, dietro l’angolo, consiste nella scelta chiara e irreversibile di una Difesa europea comune che è cosa ben diversa dal riarmo delle singole nazioni.

Serve una vera Costituzione Europea? Certamente si, con il rafforzamento della legittimazione popolare delle Istituzioni europee. Ma oggi queste conquiste si devono costruire con atti di governo capaci di sconfiggere le insidie di retroguardia influenzate da pericolose assonanze ideologiche con la nuova destra americana e mondiale.