Questa è una cosa che può capitare solo in Italia, terra di “cineserie” (senza che ci siano i cinesi autoctoni, semmai ci sono quelli importati; ma quanto racconteremo è ben antecedente alla loro calata in massa), di burocrazie assurde, di situazioni che restano sdoganate nonostante facciano a pugni con la logica. Siamo a Fondocampagna, una frazione condivisa da tre località: Venegono Superiore, Vedano Olona, Castiglione Olona. Per la cronaca, risalendo verso Venegono Superiore dalla “Varesina”, all’altezza del semaforo dove c’è la chiesa della Madonna di Campagna, poco dopo quello che fu il mobilificio Galimberti, si arriva a una curva sinistrorsa dopo circa un chilometro.
Ecco, quella zona è ancora territorio di Castiglione Olona. Ma non appena comincia la discesa, arriva il cartello di Vedano Olona, sotto la cui giurisdizione rientra la parte bassa di questo avvallamento che, guardando verso Sud, mostra il bordo del ciglione del vicino aeroporto. Quindi, proseguendo, si piega un po’ verso destra e la strada sale per incontrare il cartello di Venegono Superiore sotto la ex Cev, fabbrica storica dismessa da circa mezzo secolo. Per entrare in paese occorre superare una curva verso destra, incontrando poi il passaggio a livello della stazione ferroviaria.
Se riuscite a visualizzare la situazione, comprenderete l’assurdità dello scenario: tre paesi nel giro di 300-400 metri. Quindi tre confini e tre diverse amministrazioni, con le rispettive regole. Cambiano, ad esempio, i giorni della raccolta differenziata, quindi non c’è uniformità nel ritiro della monnezza. Peraltro è un dettaglio secondario, perché Fondocampagna pullula di incivili che si divertono a fare una cosa semplice: piazzano i sacchi sotto i cartelli stradali (uno a scelta) del cambio di paese: così scatta il conflitto operativo, all’insegna di chi deve ritirare il pattume.
Un altro aspetto critico è l’illuminazione pubblica: ci sono alcuni lampioni – purtroppo non molti – e sovente capita che qualcuno non funzioni. Però per far intervenire chi gestisce la rete, ogni Comune deve chiamare i tecnici solo per i suoi punti luce. Così succede – anzi, è la regola – che alcune amministrazioni solerti lo fanno, a differenza di quelle più pigre che se ne infischiano. Il risultato è che Fondocampagna è anche un mosaico di luce e buio. E di notte le zone buie, anzi “buissime”, diventano pericolose.
Questo dettaglio conduce all’ultima riflessione: la frantumazione territoriale impedisce che si possa arrivare a realizzare un’opera fondamentale: un marciapiede. Fondocampagna è infatti frequentato – H24 – anche da pedoni. Sì, perfino di notte, dove, tra l’altro, gli incroci con certi individui sono pure poco raccomandabili… Se ci fosse un solo Comune ad avere la giurisdizione sulla zona, di sicuro sarebbe più facile creare questo camminatoio. Invece no, si va avanti così. Finché, prima o poi, ci scapperà il morto. A chi dunque mangiare il cranio? Be’, a chi nel terzo millennio non riesce a capire che sarebbe il caso di rivedere i confini. Mettere Fondocampagna sotto la giurisdizione di un solo Comune sarebbe la cosa più sensata da fare, ma forse proprio per questo non lo si fa.