Società

GENTILEZZA È MEGLIO

GIANFRANCO FABI - 17/04/2026

Agrivarese ai Giardini Estensi

Come rendere sempre più attrattiva una città, una provincia, un territorio? Varese per esempio. Si è parlato molto negli ultimi mesi di varie potenzialità. In primo piano il turismo, con molte encomiabili iniziative pubbliche per valorizzare e promuovere le specificità della nostra terra. E in effetti le carte da giocare sono molte: il clima, il paesaggio, la storia, l’arte con elementi di grande rilievo che tuttavia difficilmente a Varese possono fare massa critica. E poi l’accoglienza, con i piccoli o grandi alberghi che in molte località sono essi stessi il motivo della scelta per le vacanze.

Ma attrattività è una dote che non va vista solo guardando all’esterno, per attirare i moderni viandanti. La vera attrattività è fatta soprattutto per chi c’è già e per coloro che possono decidere di trasferirsi e quindi per i residenti perché godano di una qualità della vita positiva nelle sue multiformi dimensioni.

Non bisogna illudersi. Varese non ha e non potrà mai avere, potremmo dire per fortuna, i punti di forza di località come Capri, Venezia o Cortina, punti di forza che creano anche quel fenomeno dell’overtourism, quel turismo eccessivo che si verifica quando troppi visitatori affollano una destinazione, superandone la capacità fisica, ambientale, sociale ed economica.

Varese non corre questo rischio anche se resta una meta significativa da quando all’inizio del Novecento una rivista turistica tedesca, promuovendo il Grand Hotel Excelsior di Casbeno (ora villa Recalcati), usò esplicitamente il termine “città giardino”. Da allora il soprannome è rimasto anche se con qualche ragione in meno di allora: basti pensare alla cementificazione della zona di Biumo inferiore negli anni ’50 o alla chiusura dei grandi alberghi stile Belle epoque come il ricordato Excelsior, così come l’Europa in centro città, il Grand Hotel del Campo dei fiori, gli alberghi tra Sant’Ambrogio, la Prima cappella e il Sacro Monte. Ma i grandi giardini sono rimasti: in parte ancora privati, molti entrati a far parte del patrimonio comunale.

C’è però un elemento che nell’ottica dell’attrattività a 360 gradi non va dimenticato, anzi forse messo in prima fila: il fattore umano, un fattore sempre più importante quanto più la società avanza nel cammino dell’innovazione, un’innovazione che non è solo nei prodotti, ma anche nell’organizzazione, nei processi economici, nelle relazioni, nella capacità di mettere a frutto visioni e sensibilità diverse.

In questa prospettiva sono importanti valori come la competenza, il merito, l’affidabilità, ma sono altrettanto importanti la partecipazione, la capacità di dialogo, la disponibilità al confronto, la sensibilità ad una crescita personale ancora più forte se viene condivisa.

Si potrebbe pensare a qualcosa che unisca questi valori. Perché non provare con “gentilezza”, una dote che non connota solo il carattere di una persona, ma può definire una condivisione di valori che può mettere le basi di una dinamica win win nella logica per cui la crescita è insieme di tutti e di ciascuno. Già Dante diceva: “Gentilezza dovunque è vertute”. La gentilezza è segno di virtù, di valori positivi, tanto più necessari per accompagnare, sostenere e mettere a frutto quell’architettura della società digitale tanto più efficace quanto più rispondente ai reali bisogni delle persone.

Gentilezza vuol dire inclusione e solidarietà. E sono innumerevoli a Varese le iniziative di accoglienza e supporto alle persone svantaggiate.

Gentilezza vuol dire apertura ed accoglienza. Non solo nei luoghi, ma soprattutto nell’atteggiamento di fronte a diverse realtà.

Gentilezza vuol dire sviluppo dei rapporti umani anche grazie alle innumerevoli associazioni che tengono vivo lo spirito di gruppo.

Alcune piccoli borghi in Italia si sono autodefiniti “città della gentilezza”. Ottime iniziative, ma al di là di scelte calate dall’alto quello che appare importante è la consapevolezza che la dimensione della gentilezza può essere un vantaggio per tutti ed una dimensione che richiede un equilibrio dinamico tra le politiche pubbliche e le iniziative personali. Come è avvenuto con iniziative come Agrivarese che valorizzano il legame tra comunità, natura, sostenibilità e partecipazione familiare, tutti elementi che sostengono la filosofia della gentilezza civica.