Ti mangio il cranio

SVINCOLO ALLA CARLONA

FLAVIO VANETTI - 17/04/2026

Se volete avere una prova di come in Italia facciamo le cose alla carlona, basta recarsi allo svincolo autostradale “a quadrifoglio” di Gazzada. Bisogna arrivare dalla strada normale che passa sotto Lozza e al traverso di Schianno, oppure, dal Ponte di Vedano, prendere il breve tratto di Pedemontana che conduce all’A8: dopo le gallerie di questo peduncolo, ci si congiunge con il traffico che proviene dall’altra direzione. Dunque, qual è il problema? Semplice: la strada è a due corsie, ma ad un certo punto, prima del ponte che scavalca l’autostrada, la parte di destra confluisce in quella di sinistra con alcuni jersey che spiegano la situazione e costringono alla manovra. Circa 50 metri dopo c’è però l’uscita per chi deve andare verso Varese. Che cosa succede? Che chi è diretto verso la città confluisce nel traffico di coloro che invece vanno verso il ponte, vuoi per proseguire in direzione del lago, vuoi per prendere l’ingresso per Milano.

E già questo crea un bel macello. Ma la cosa peggiore, e soprattutto quella che manda in bestia, è che quasi tutti, se vedono l’incolonnamento a sinistra, si fiondano sulla destra per poi inserirsi a sinistra, perché loro sono più “balossi” di quelli che pazientano in coda. Certo, magari da lontano non tutti notano i jersey e la direzione obbligata, ma se vedi la colonna a sinistra, magari una domanda te la puoi fare. Qui invece siamo nel regno dell’arroganza e della maleducazione, proprio come quelli che saltano le file in certi uffici. Risultato: si formano, soprattutto nelle ore di punta, serpentoni di lunghezza biblica e si rischia pure di farla a botte. L’aspetto più irritante è proprio la cavolata fatta a suo tempo. La vado a ricordare citando le frasi del consigliere regionale Giuseppe Licata, già sindaco di Lozza, uscite nell’agosto dell’anno scorso sul sito Malpensa24: “Nel lontano 2009 al momento dell’approvazione del progetto della tangenziale Pedemontana di Varese, emerse la necessità di un nuovo svincolo, necessario a convogliare i flussi di traffico della futura tangenziale, sommati a quelli delle strade provinciali SP57 e SP1 e dell’autostrada A8. Nel 2012 il progetto dello svincolo fu consegnato al CIPE, che mai autorizzò quell’opera, probabilmente anche per il costo eccessivo, valutato in oltre 50 milioni di euro. Ecco, le origini dell’imbuto stradale e delle code che ben conoscono gli automobilisti che oggi attraversano quell’asse viario, con ricadute anche sulla sull’ambiente e sulla sicurezza stradale: solo qualche mese fa un incidente purtroppo mortale proprio in quell’incrocio”.

Veramente dei fenomeni, quelli del CIPE e coloro che non si sono opposti al veto, calpestando il buon senso… Un anno fa lo stesso Licata spiegò che era stato avviato l’iter per mettere fine a questa fesseria. Se uno guarda la strozzatura, nota che la strada confina con un noto vivaio e che dunque va fatta una riflessione accurata su come procedere. Ma anche senza essere tecnici, a occhio si vede benissimo che un intervento risolutivo è realizzabile: basta tirare diritto, sulla corsia di destra e rispettando i confini della proprietà, e collegarsi con l’uscita per Varese; così chi va verso la città è già pre-incanalato e non deve inserirsi nel flusso di coloro che procedono a sinistra. E l’immancabile furbetto che deve andare al lago o a Milano sarà costretto a spostarsi molto prima di far arrabbiare il prossimo. Però da quella dichiarazione che annunciava la svolta sono passati ormai vari mesi e non se ne sa più nulla (né si vedono segnali di lavori in avvio): conoscendo i tempi della burocrazia italiana, temo che l’attesa sarà ancora molto, molto lunga. Liberi, ovviamente, di essere smentiti. Nel frattempo, però, convoco Lucifero affinché divori il cranio a bocca libera a tutti i possibili soggetti coinvolti in questa vicenda: dagli amministratori provinciali, a quelli regionali, ai signori del CIPE, alla Società Pedemontana. Per la cronaca, il super-Demonio immerso fino al busto nel ghiaccio al centro dell’Inferno dantesco salterà fuori dal buco ignobile e pericoloso, formatosi mesi fa nell’asfalto e lasciato lì, che si incontra uscendo dall’A8, provenendo da Milano e proseguendo sulla rampa per Gazzada.