In Confidenza

UN LINGOTTO DI FERRO

Don ERMINIO VILLA - 17/04/2026

Gesù arriva in un giorno qualunque, in un posto qualunque, tra gente qualunque. Così fa col Battista, con Maria, con gli Apostoli e, oggi, anche con noi. Dove noi possiamo dire “Eccolo qui! Ecco l’agnello di Dio!”, come nel Vangelo?

La mistica Santa Teresa di Lisieux ci dà una localizzazione, raccontandoci nel suo “Diario spirituale”: in cucina. Dio sta non solo in chiesa, ma anche tra le stoviglie. Se arriva una persona autorevole, ospite di riguardo, la si riceve in salotto e gli si offre la poltrona bella.

La cucina, invece, è lo spazio della prossimità: ci si sta solo con chi si ha confidenza, con chi è “solito”, con chi puoi essere te stesso senza maschere, pur nel disordine e con le sedie traballanti. Come consideriamo Dio? È un amico? È di casa? O è il personaggio VIP da ossequiare a distanza di sicurezza?

Che valore do a Dio? È lo stesso che lui dà a me? Wayne W. Dyer, psicologo statunitense, ci fa riflettere con un esempio molto usato nelle formazioni motivazionali: – “Un lingotto di ferro puro viene quotato circa 100 dollari. – Lo stesso peso, se è rottamato, viene valutato 25 dollari.

-Facendone ferri da cavallo, il ricavo salirebbe a 250 dollari.

– Qualora con la stessa quantità si producessero aghi per cucire, si arriverebbe a circa 70.000 dollari.

– Se invece si usasse il lingotto per creare molle per orologi, si salirebbe a circa 6 milioni di dollari.

Il valore dipende dal modo in cui si trae il meglio da ciò che si è, senza farsi bloccare dall’aspetto esterno, dalle apparenze”. La considerazione che si dà ad un lingotto di ferro varia dunque in proporzione all’investimento in qualità sulla finezza.

Chiediamoci: la mia coscienza e la coscienza del valore di me stesso, è un peso, è qualcosa di arrugginito e rottamato, è uno spillo che pungola o è una molla dentro di me? Se funziona per come vediamo noi stessi, vale anche per Dio. Il Signore è un peso, è qualcosa di arrugginito e rottamato, è uno spillo che pungola o è una molla dentro di me?

Ecco l’agnello di Dio. Ecco Gesù. Io non lo conoscevo…

Quando lo scopri da ospite in poltrona, che fa soggezione, diventa l’amico che in cucina si fa compagno e complice.

Ecco l’agnello di Dio. Ecco Gesù. Io non lo conoscevo…

Quando lo scopri, capisci che Dio sta nei dettagli, abita le cose più normali e diventa prezioso quanto più lo ritengo una parte nascosta ma essenziale nell’ingranaggio del mio tempo, quello più solito, quello che si vive in cucina.