Apologie Paradossali

ANDIAMO AL PRATICO

COSTANTE PORTATADINO - 17/07/2026

(O)Dopo un po’ di chiacchiericcio sui possibili candidati-sindaco a Varese e Milano, sarebbe il caso di dare evidenza a qualche problema serio, troppo rimandato, perché controverso, di quelli che fanno perdere voti, perciò giudicato insolubile, o perché troppo costoso per le finanze locali e perciò rimandato alla Regione o allo Stato.

(S)Tutti non ci stanno, scegline uno.

(O)Facciamone due, per la gioia di Costante.

(C)Ritornello: CIRCONVALLAZIONE. Mi è stato risposto da persona autorevole, sia pure su due piedi, quindi concedo il beneficio di una futura riflessione, che non si può fare a causa della URBANIZZAZIONE periferica a macchia d’olio. Ma è proprio l’urbanizzazione sgovernata che richiede un intervento indilazionabile, almeno a livello di previsione normativa, ovvero PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO. Se si perde questa occasione, non ne avremo un’altra. Aggiungo solo che il beneficio ricadrebbe anche sui comuni vicini (Casciago, Luvinate, Comerio, Gavirate) che hanno zone residenziali e soprattutto industriali mal servite, che fanno ricadere un onere di traffico anche pesante sulla malmessa strada statale, che per altro attraversa i centri abitati e le loro strettoie, fino ad imbottigliarsi nel centro di Varese.

(S)Ma basta! E’ sotto gli occhi di tutti.

(O)Un problema che invece non è visibile?

(C)La rinuncia dei comuni ad essere protagonisti dell’economia sociale.

(S)Che cos’è? Una nuova grana che i poveri sindaci, privati di risorse autonome non sapranno affrontare?

Il sociologo Aldo Bonomi

(C)Raccolgo una provocazione del sociologo Aldo Bonomi, uno studioso, meglio, un osservatore della realtà sociale che ha VISIONE, ma purtroppo non sempre viene ascoltato, come quando ha parlato a Varese proprio del PGT. Ha osservato oggi su di un importante quotidiano, che mentre in passato certi interventi a carattere sociale, a beneficio dei bisognosi avevano un effetto anche economico, oggi la situazione si è ribaltata: le strutture un tempo ‘caritative’ o di ‘assistenza’, oggi devono comunque agire come soggetti imprenditoriali. Un esempio grossolano: l’illuminazione pubblica o la distribuzione del ‘gas di città’ nacquero per venire incontro ad esigenze popolari. Oggi sono campo di azione di società di grandi dimensioni, quotate in borsa, quando non multinazionali. E come si viene incontro ai bisognosi? Con i BONUS, che tuttavia danno un aiuto a chi ha già qualcosa, ma niente a chi ha niente. Altri esempi: le case di riposo, una volta ospizi per i poveri, oggi quasi impossibili per pensionati soli o con figli non benestanti.

(S)Ma come fanno i piccoli comuni ad occuparsi di tutto, quando il loro bilancio è compromesso anche solo dal dovere di mantenimento di un paio di minori affidati dal tribunale?

(O)Non deve andare a finire che si scarica la tensione sociale sul capro espiatorio, che siano gli immigrati o, al contrario, i social-media e le multinazionali che li governano o il consumismo o i guerrafondai, russi o americani, a piacere. Senza soluzioni rapide ed efficaci è tutto concime per i partiti del populismo, destra o sinistra è una classificazione senza senso, che sarebbe meglio abbandonare.

(C) Soluzioni facili? Non ci sono, occorre riconoscere il valore del privato-sociale, secondo il principio di sussidiarietà, anche se non consente al politico di turno d’intestarsi il merito di aver creato un nuovo ente o di aver aperto un ufficio dedicato al problema e creato un supplemento di burocrazia.  Tradotto in programma politico: ridare senso sociale a quelle presenze municipali nell’economia che una volta si chiamavano MUNICIPALIZZATE e ora, a furia di fusioni e di finanza, sono diventate società di capitali, da cui i comuni, quando ne sono rimasti azionisti, si aspettano un reddito finanziario, non più la soluzione di problemi dei cittadini.

(O)Bonomi ci informa: “A Milano, Confservizi Lombardia ha convocato il mondo delle utilities a prendere coscienza della propria trasformazione in infrastruttura industriale delle economie fondamentali. Al fondo la stessa domanda: come si tiene assieme la vita materiale dei territori quando il welfare si frammenta e il capitalismo si fa capitalismo delle reti? Sia per il mutualismo che per il sociale, non più terzo settore un tempo margine che si ritrova centro, che per le utilities dei servizi cambia lo spazio di posizione e di rappresentazione. Confservizi non è più la rappresentanza delle ex municipalizzate, ma del più vasto campo delle economie fondamentali: energia, acqua, ambiente, mobilità, aggrega anche l’abitare, le farmacie, il welfare. Perché il concetto di utility riguarda oggi soggetti che stanno nel punto di contatto tra bisogni collettivi e qualità della vita quotidiana.”

(C)Sarebbe importante che i partiti, locali e nazionali, mettessero la testa su questo problema, invece d’inventarsi bonus pre-elettorali o di accusare il governo di non farne abbastanza. Un primo passo l’ha proposto Cottarelli: dichiarare le fonti di finanziamento delle promesse elettorali con oneri a carico del bilancio.

(O)Onirio Desti   (S)Sebastiano Conformi  (C)Costante