Finisce il Mondiale, un mese e mezzo di pallone con più di cento partite, dibattiti su stili di gioco e favoriti, polemiche vecchie (arbitri, al solito) e nuove (Trump che fa togliere una squalifica). Che c’entra il pallone con la musica? Se i brani a tema calcistico sono pochi (in Italia, però, due buoni esempi con De Gregori e Ligabue li abbiamo), dal 1962 ogni edizione del Campionato del mondo ha avuto una canzone ufficiale (come non ricordare le Notti magiche di Bennato e Nannini?). Tuttavia c’è un fenomeno più spontaneo e contagioso, quello di parole e musiche “rubate” al pop e trasformate in cori dei tifosi. E’ accaduto anche in questa edizione. Ma il “furto” di maggior valore storico è avvenuto in Inghilterra molti anni fa.
Gerry and the Pacemakers – You’ll Never Walk Alone – All’inizio degli anni Sessanta i brani nella classifica dei 45 giri venivano veicolati dagli altoparlanti prima delle partite e Liverpool era una delle culle del nuovo pop inglese. Con i Beatles, ovviamente (nel ’62 il debutto con Love Me Do) e altri gruppi come Gerry & the Pacemakers. Nel 1963 il loro 45 giri con la cover di una canzone americana del 1945, scritta per il musical Carousel, ha un successo forse imprevisto. Si tratta di un melodico vecchio stile e il testo incoraggia ad affrontare momenti duri sapendo che “non camminerai mai da solo”. La curva dei “Reds” non solo la canta ma continua a farlo anche quando esce dalla classifica. Da allora, con il coro di tutto lo stadio prima di ogni incontro, è diventata anche più di un inno, tanto che il titolo figura nello stemma del club.
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Oasis – Wonderwall – Dall’Inghilterra anni Sessanta a quella di oggi, al Mondiale 2026. Al termine del debutto della nazionale inglese, mentre i giocatori stanno uscendo dal campo dopo aver battuto 4 a 2 la Croazia, l’impianto dello stadio diffonde la canzone della band dei fratelli Gallagher. Il brano (del 1995), dedicato a una figura immaginaria che ci aiuta nei momenti bui, è tra quelli che la federazione ha suggerito agli organizzatori per una playlist dedicata alla squadra. I tifosi inglesi in festa allo stadio di Dallas cominciano a cantarla, il coro diventa così partecipato e potente che i giocatori tornano indietro e vanno sotto la curva a cantare con loro. E così faranno anche nelle successive vittorie.
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- Snollebollekes – Links, Rechts – Due dj e un comico come frontman, olandesi, nel 2013 decidono di mettersi insieme e per far ballare platee vaste. Il successo arriva nel 2015 con questo brano che significa “sinistra, destra”, ovvero il “comando” che viene dato di muoversi da una parte o dall’altra. Insomma, una sorta di Gioca Jouer meno fantasioso ma buono per l’effetto sulle tribune del Mondiale 2026 occupate dai tifosi olandesi. Non ha portato fortuna: Olanda eliminata ai sedicesimi dal Marocco. E ai rigori, come nelle ultime due partecipazioni.
- Palmito – La Cuarta Estrella – E’ diventata un caso politico alla vigilia della semifinale con l’Inghilterra perché cantata, oltre che dai tifosi argentini, dai giocatori dell’albiceleste negli spogliatoi. Il brano del musicista/influencer Pablo Quintana, in arte Palmito, aveva fatto discutere anche prima, intriso com’è di rivendicazioni sportive e politiche: “Vogliamo vedere la quarta stella brillare sulla nostra maglietta, per le Malvinas, per Diego e per l’ultima di Leo”. E 32 anni dopo la squalifica di Maradona per doping proprio al Mondiale Usa, invita a “vendicare la coppa rubata al diez”. Un po’ troppo forse, anche volendo tralasciare quella vinta con l’aiuto della “mano di Dio”.
White Stripes – Seven Nation Army – Una traccia fra le canzoni adottate dai tifosi l’abbiamo lasciata anche noi e senza preoccuparci troppo di testi e contenuti. Sono passati 20 anni, ma chi non ricorda quel “Po Po Po Po Po Po Po” cantato in coro per la conquista del Mondiale in Germania? Gli esperti dicono che lo dobbiamo ai tifosi del Club Brugge, i primi a scandire con la voce il riff di basso e chitarra del duo americano (Jack e Meg White, marito e moglie) a San Siro contro il Milan nel 2003 (il brano aveva appena vinto un Grammy). Il passaggio di mano è avvenuto però più tardi, proprio nel 2006, in occasione di una trasferta a Bruges della Roma. La tifoseria giallorossa l’ha portato e diffuso in Italia, giusto in tempo per celebrare la vittoria di Berlino ai rigori contro la Francia.