
C’è una data che don Franco Bonatti, 78 anni, da quattro vicario nella zona decanale di Cuasso al Piano, Cuasso al Monte e Cavagnano, in Valceresio, ha segnato sul taccuino dei ricordi più belli: è il 7 giugno 1975, quando fu ordinato sacerdote in Duomo a Milano insieme ad alcuni compagni di studi del seminario arcivescovile di Venegono Inferiore. Con lui c’erano Angelo Colombo oggi parroco di Ganna, Bruno Maria Bosatra che per trentotto anni ha diretto l’archivio storico diocesano di Milano, Franco Giulio Brambilla attuale vescovo di Novara e Mario Delpini, arcivescovo di Milano, che condivise il corso di teologia: vecchi amici di scuola con i quali è tornato a Roma in marzo per il Giubileo indetto da papa Francesco.
Don Franco ha un cognome celebre, Bonatti, come Walter, il “re delle Alpi” protagonista di grandi imprese sportive (nessuna parentela) e il suo album di memorie contiene molte immagini di montagna ma senza corde e picconi, insieme ai parrocchiani che accompagnava in gita e nei campi estivi: gli stessi parrocchiani e i tanti amici che hanno voluto festeggiarlo in occasione del 50° anniversario di sacerdozio. Le celebrazioni sono iniziate con la veglia di preghiera a Cuasso al Monte e con la solenne Messa nella chiesa di S. Antonio Abate, poi il pranzo comunitario di 200 persone a Cavagnano, il concerto pianistico alla badia di Ganna e la processione notturna da Madonna in Campagna alla parrocchiale di Cuasso al Piano.

Hanno partecipato ai vari eventi le delegazioni degli oratori in cui don Franco è stato parroco – Malnate, Moriggia (Gallarate), Sesto Calende – e il 14 settembre anche la comunità di Induno Olona ha ricordato il sacerdote per il lavoro svolto nel decennio scorso. L’Unità pastorale ha distribuito nella chiesa di S. Giovanni Battista un rotolo stampato in mille copie che segna le tappe del suo cammino curiale: la prima Messa celebrata a Ganna mezzo secolo fa, l’attività negli oratori e gli incontri con cardinali, monsignori e personaggi illustri, Dionigi Tettamanzi, Gualtiero Bassetti, Giovanni Battista Re, Bernardo Citterio, Tarcisio Pigionatti, Ettore Malnati (don Bregazzana) e l’ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.
Don Franco è nato il 15 settembre 1947 a Ganna, figlio di Samuele, muratore, titolare di una piccola impresa edilizia e di mamma Maria, casalinga. Dei due fratelli, Luigi e Antonella, è rimasta la seconda.
In pensione dal 2022, dopo avere compiuti i 75 anni, aiuta don Marco Usuelli a gestire le sette parrocchie dell’alta Valceresio e nella chiesa penitenziale di Bisuschio c’è la fila per entrare nel confessionale: “È un prete di una volta, paterno, vicino a chi ha bisogno e lascia sempre un segno di umanità”, confida Giancarlo Bortolotti, il parrocchiano di Cuasso al Monte che ha curato la regia dei festeggiamenti e la stampa del rotolo distribuito nelle chiese dove il sacerdote ha svolto il servizio pastorale.

“Le sue omelie teologiche sono semplici e comprensibili come raccomandava papa Bergoglio – aggiunge – Molti ex parrocchiani vengono a cercarlo a Cuasso per mangiare con lui e scambiare quattro chiacchiere. Per noi il rotolo dedicato all’ex ragazzo della Valganna non è solo una galleria fotografica, è la dottrina sociale di un parroco”. A Sesto Calende un fedele ha composto una poesia che ricorda i trascorsi di don Franco giovanissimo alla Tipografica di Varese prima di compiere la grande scelta e conclude così: “Con noi ad Assisi e poi a Parigi, Lourdes, La Salette, la Terra Santa e poi a Roma per il Giubileo… negli ultimi anni si è un po’ appesantito e, chilo su chilo, ormai è rotondo, ma per noi è il prete più in gamba del mondo”.