Lettere

SCUOLA E TELEFONINI

- 17/11/2025

Il ministro della pubblica istruzione e del merito, On prof Giuseppe Valditara, insigne giurista, ci sta provando in tutti i modi a rimettere un po’ d’ordine nella caotica organizzazione della gestione scolastica, e, pensavo che le rivolte degli studenti sarebbero state molto violente, specie per quanto riguarda il divieto di uso dei telefoni cellulari nelle strutture scolastiche.
Invece , incredibilmente,tutto, o quasi, tace..
Francamente, in un’Italia in cui fra Propal, NOTav, NO 4Novembre, NO tutto, ACAB, NO Ponte, Scioperi del venerdì, Referendum divisivi, e chi più ne ha più ne metta , questa apparente acquiescenza  mi ha incuriosito non poco.
Convinto seguace di Padre Dante e osservante del suo XXVI canto dell’inferno, (“fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza”) ho indagato. Orbene, pare che la vendita di telefonini low cost  abbia avuto una impennata, tale da compensare il calo vendite del modello “detenuti “ ( pur sempre fortemente attivo) perché la procedura di attuazione del divieto di telefonini vene praticata all’italiana. Viene chiesto infatti di depositare il proprio telefono all’ingresso, senza accertarsi che non vi sia un secondo telefonino.
Impossibile perquisire, i controlli bloccherebbero gli ingressi degli allievi, e quindi si aggiungerebbe un NOSmartphone.
La soluzione, indolore, c’è; si chiama JAMMER. E’ un disturbatore di frequenze, costo poche decine o centinaia di euro, che blocca tutti i telefoni nel suo raggio d’azione. Perché non installarlo, nelle scuole e  nelle carceri? Perché bloccherebbe anche quelli di presidi, professori, personale ATA e  nel caso delle carceri, quelli degli  agenti di custodia?
Mi chiedo, ma nelle strutture pubbliche non ci sono i telefoni fissi per le esigenze di servizio?
Nelle carceri, oltre ai telefoni fissi, dovrebbero esserci ancora gli apparati radio con i qual comunicano ancora militari e forze dell’ordine, o no?
Forse non sarebbe gradito, e potrebbe generare un nuovo sciopero del venerdì, da quanti non avrebbero come distrarsi durante le ore di lavoro? E allora mi chiedo ancora una volta, perché non  provare ad essere uomini anziché caporali?
Alfio Franco Vinci