Ambiente

ALLARME VERDE

ARTURO BORTOLUZZI - 18/04/2025

Due argomenti hanno stuzzicato la mia attenzione. Il primo riguarda la presentazione di un progetto di “Citizen science” dedicato alla “conservazione delle foreste e alla resilienza climatica” fatta presso la sala consiliare di Rancio Valcuvia dove si sono trovati amministratori pubblici comunitari e semplici cittadini.

Più palme cinesi, allori, ailanti e meno faggi, castagni, betulle. Una mutazione percentualmente ancora minima, ma che all’occhio del tecnico dice una cosa sola: i boschi del Varesotto si stanno ammalando e la faccenda non è solo per addetti ai lavori. «Un altro esempio? Aumenta la presenza del picchio, uccello bellissimo e dall’inconfondibile rumore provocato dal becco che percuote il tronco per farsi il nido e cercare insetti. Lo fa solo su alberi morti e questo insegna che il bosco invecchia». Federico Pianezza, funzionario dell’area Agricoltura e Foreste di Comunità Montana Valli del Verbano, va oltre il dato pur preoccupante di una copertura boschiva sempre meno in salute: «Se da parchi e giardini storici arrivano col vento e con l’aumento delle temperature medie i semi di essenze non autoctone e capaci di soffocare le altre significa che piano piano cambia il modo stesso di reagire del bosco davanti ai cambiamenti climatici, agli eventi atmosferici e agli incendi. Tipico il caso della palma cinese, favorita da un clima sempre più caldo-umido tropicale, che non ha un tronco legnoso, ma erbaceo che prende fuoco facilmente. E sappiamo quanti danni possa causare un incendio in un bosco».

Ancor più nel contesto delle Valli del Verbano dove il bosco copre in media oltre il 60 per cento del territorio e fino al 90 all’estremo nord della provincia. A questa situazione preoccupante si potrà porre rimedio anche tramite la collaborazione di cittadini coinvolti grazie a queste iniziative. Altro argomento è quello inerente la condizione del cedro del Libano di Villa Mirabello a Varese, che sta soffrendo di una cattiva gestione delle cure a cui era stato affidato. Su uno dei suoi tronchi – una grossa branca – le cinghie fissate alcuni anni fa per evitare che una fenditura si ampliasse, feriscono la pianta. La denuncia di questo accadimento è stata fatta dall’esimio agronomo cittadino Daniele Zanzi. Ciò mette molta preoccupazione sulla gestione delle alberature monumentali da parte del Comune di Varese: io, tramite l’associazione che rappresento, ho chiesto novità, anche a seguito degli accadimenti atmosferici che hanno pesantemente coinvolto i parchi della Città Giardino, agli uffici competenti. I cittadini, anche come nel progetto di Citizen science, devono farsi sentire con la massima sollecitudine ed anche con la tranquillità di poter essere, se necessario, ascoltati.