L’unica cosa certa è l’incertezza. Da anni l’Ippodromo delle Bettole di Varese naviga a vista, tra onde a volte impetuose e acque piatte se non addirittura stagnanti. L’orizzonte complessivo è sostanzialmente di crisi con pubblico e scommesse in inesorabile declino, in altre parole un’ippica nazionale sempre più povera di appassionati e sempre più dipendente da risicati contributi ministeriali elargiti agli ippodromi e marginalmente ai centri allevamento. Salvo eccezioni naturalmente. Alle Bettole di Varese le difficoltà a volte sembrano anche più acute e inestricabili con i vari soggetti in campo (Comune, Svicc ovvero Società varesina incremento corse cavalli, Ministero per l’agricoltura, proprietari e allenatori) che mettono sul tavolo torti e ragioni in un braccio di ferro che appassionati e semplici cittadini faticano a comprendere. Pare comunque che qualcuno di autorevole e indipendente stia facendo, per conto di Palazzo Estense, il punto della situazione mettendo finalmente nero su bianco cosa ancora funziona, cosa funziona poco e male e cosa non funziona affatto nella complessa gestione di un impianto che, non dimentichiamolo, è un elemento distintivo della storia del novecento varesino. La sua inaugurazione risale infatti al settembre 1911, dunque 114 anni fa. Da tempo problemi e criticità di ordinaria amministrazione si intrecciano con scelte di lungo periodo che andrebbero fatte quanto prima per evitare che le Bettole possano entrare in un’agonia senza ritorno. In questa direzione andava la richiesta di manifestazione d’interesse relativa alla concessione dell’Ippodromo varata da Palazzo Estense il 24 gennaio scorso e ora annullata perché notizie di stampa hanno rivelato, prima dei tempi stabiliti, i nomi degli interessati alla riqualificazione dell’impianto. Ravvisando in tale fatto una possibile alterazione della concorrenza tra i partecipanti al bando, l’Amministrazione comunale ha revocato l’intera procedura riservandosi la facoltà di avviarne una nuova in tempi brevi. Tuttavia la falsa partenza del bando ha quanto meno confermato che c’è interesse da parte di alcuni operatori locali al rilancio delle Bettole. A cominciare dalla stessa Svicc la cui attuale gestione scadrà alla fine dell’anno in corso. Nel futuro prossimo si dovrebbe puntare su una rinascita declinata sempre nel segno dell’ippica. Ciò richiederà comunque corposi investimenti nel recupero di strutture oggi ammalorate, come le tribune. Si dovrà però anche scommettere su una creativa valorizzazione dei grandi spazi interni alle piste aprendoli a nuove attività coerenti con la presenza dei cavalli non necessariamente tutti destinati alle corse. In prospettiva andranno valutate anche possibili sinergie con il complesso del Palaghiaccio da qualche anno rinato a nuova vita come struttura di riferimento per numerose società sportive e privati cittadini. Se l’incipiente decadenza dell’Ippodromo non dovesse fermarsi temiamo che potrebbero di nuovo materializzarsi sirene immobiliari di vecchia data. Già in occasione dei “Mondiali di ciclismo 2008” si affacciarono alle piste grazie alla costruzione dell’incombente e grigio Ata Hotel.