Apologie Paradossali

ODISSEA NOSTALGICA

COSTANTE PORTATADINO - 18/07/2025

(C) Sono ingolosito da una notizia curiosa (non so se vera o falsa) apparsa su internet; sarebbe meglio diffidare, ma mi pare così sintomatica di reconditi desideri universalmente diffusi, che vale la pena di prenderla per vera. Ve la passo per intero.

“La Villa Vie Odyssey: la nave da crociera dotata di ogni comfort

Si chiama Sharon Lane, ha 77 anni ed è un’ex professoressa californiana di lingue straniere. Lo scorso 16 giugno è salita a bordo della Villa Vie Odyssey, la prima nave da crociera residenziale al mondo, dove ha acquistato una villa interna da 129.999 dollari per vivere, letteralmente, in mare.  Odyssey non offre solo cabine con vista sull’oceano: ci sono spa, bar, una biblioteca, intrattenimento serale e persino campi da pickleball. Il programma prevede un viaggio globale di tre anni e mezzo e 425 destinazioni in 147 Paesi. Tuttavia, per Lane, questo è solo l’inizio: difatti, ha investito tutti i suoi risparmi per rimanere a bordo 15 anni. «Finalmente posso fare quello che ho sempre desiderato» ha affermato felice.  

Salpata il primo ottobre 2024, la nave ha già attraversato le coste dell’Alaska ed ora procede la sua rotta verso Giappone e Taiwan. Per i prossimi quindici anni, l’indirizzo di Sharon sarà ovunque lei getti l’ancora: un modo alternativo di vivere la terza età.”

(O) Ho verificato, sembra che esista davvero, si parla di costi da 2000 a 4000 dollari al mese a seconda della cabina, che è pur sempre una cabina e non una ‘villa’. Non ho capito se solo l’affitto o anche i pasti, ma visti i costi delle case di riposo… Non ho l’età per pensarci.

(S) Ma quale Odissea! Questa è una lunga vacanza. Ulisse/Odisseo era perseguitato dagli dei, da alcuni e soccorso da altri. Niente di diverso dalla vita quotidiana di ciascuno di noi.  Più di noi era scaltro, ma di una scaltrezza troppo prossima alla menzogna sistematica, per diventare davvero un modello per noi. Non mi pare che valga la pena di approfondire le condizioni legali e finanziarie dell’affare.

(C) Non ci penso proprio e tanto meno pensavo d’invitarvi a passare tre anni con me. Un brontolone conformista e un sognatore irrequieto, non resistereste proprio più di due settimane. Ma chi è il tipo umano che s’imbarca per tre anni e mezzo e fa un giro del mondo così lento e dettagliato, da apparire senza fine e senza ritorno?

 Il bello del viaggio non è il ritorno? L’apprezzare di nuovo la casa, le abitudini, il piacere del racconto di esperienze, esclusive o no, a parenti e amici? E con questo suscitare un po’ d’invidia? Che cosa racconti a qualche centinaio di compagni di viaggio, che dopo poche settimane conoscerai fin troppo bene? Vedi il mondo stando sempre nel tuo paesino natante, zeppo di riccastri in fuga dalla noia, da figli e nipoti e da vicini maliziosi. Ma quale mondo vedi, se guardando i paesaggi di 425 destinazioni, perdi di vista il tuo paesaggio interiore?

(O) Non la penso molto diversamente, viaggiare è sempre un gioco di specchi riflessi, il mondo si specchia in te e tu nel mondo, indubbiamente ci si può arricchire di conoscenza, a patto di essere in grado di porre domande e di avere e di capire le risposte.  Per questo occorre tempo e avere relazioni già attive e confidenziali. Mi pare l’esasperazione di quel desiderio di possesso virtuale che conduce al fenomeno del overtourism che abbiamo recentemente deprecato.  Capisco che tutti possano avere il desiderio di vedere Venezia o New York o Pechino o… Ma se non ne fai davvero esperienza, conoscendo le persone, vivendo le abitudini, belle e brutte, incontrando e superando le difficoltà del luogo e del tempo, ne ricavi solo nostalgia.

(C) NOSTALGIA, il dolore del mancato ritorno, la fatica del tornare. Per Ulisse è il sottofondo doloroso rispetto alla tentazione di proseguire il viaggio di ricerca (quello che invece verrà esaltato da Dante). Per nostalgia invece Ulisse abbandonerà Calypso, colei che nasconde, quindi la pace e la promessa d’immortalità, per tornare alle fatiche e ai pericoli del mare e della terra. Ulisse non sale su nessuna Villa Odyssey.

La nostalgia ha una sua potenza terribile. Esiste anche la nostalgia del tempo, non solo quella del luogo. La nostalgia della giovinezza per la singola persona, la nostalgia dell’età dell’oro per i popoli e le culture. Quest’ ultima è stata superata dal cristianesimo, che ha aperto l’era della tensione positiva verso un destino divino, per i singoli e per l’umanità, faticosamente attraverso il lungo medioevo e la prima modernità, fino a quel figlio spirituale un po’ degenere che è l’illuminismo. Ora non è più così.  La cultura contemporanea, già ubriaca di progressismo, si fa vanto di voler superare il tempo presente per tornare ad una mitica età dell’oro, precristiana. Villa Odyssey t’imbarca con la promessa di fermare il tempo, più che per muoverti senza requie intorno al mondo. Non per fartelo incontrare, ma per farti dimenticare te stesso.

(O) Un simbolo perfetto di questo cambiamento d’epoca.

(C) Costante    (O) Onirio Desti   (S) Sebastiano  Conformi