Il racconto

RESTA IN VIGORE

MAURO DELLA PORTA RAFFO - 18/07/2025

Per quanto, come ognun sa, a seguito della entrata in vigore nell’ottobre del 1582 del Calendario Gregoriano (a giovedì 4 fece seguito venerdì 15 di quel mese) – in tal modo denominato perché voluto e determinato da Papa Gregorio XIII che aveva costituito una Commissione incaricata di ‘sistemare’ le gravi discrepanze in essere quanto alle datazioni – il precedente Calendario Giuliano (adottato nel 46 avanti Cristo per volere di Giulio Cesare) resta in vigore!
È difatti da allora in uso indicare comunque le date anteriori alla Riforma del 1582 con riferimento proprio al Giuliano.
Questo vuol dire che (a meno che, come davvero  raramente accade, si specifichi il contrario e si dica che la datazione in questione segue il Calendario Gregoriano ‘prolettico’ e cioè ‘anticipato’) per esempio, la cosiddetta ‘Scoperta dell’America’ ad opera di Cristoforo Colombo resta datata 12 ottobre 1492, come invece non è!
(Ho preso questa particolare datazione per divertimento perché – dato il fatto che per
l’eliminazione nel 1582 dei giorni predetti il 12 ottobre quell’anno non c’è mai stato – il novantesimo anniversario della ‘Scoperta’, nei Paesi che adottarono subito la riforma, non si potette celebrare se non fittiziamente).
I due Calendari cominciano entrambi sette giorni dopo la Nascita di Gesù Cristo come tradizionalmente presunta.
Entrambi non prevedono l’Anno Zero (il concetto – ignoto in precedenza – era stato portato in Occidente da Leonardo Fibonacci nel 1202 con il ‘Liber Abbaci’ ma i riformatori non ne tennero conto).
Essendo quello deciso da Cesare più corto di quello Solare sia pure di un periodo di tempo minimo (perché si arrivasse alla differenza di ventiquattro ore occorreva trascorressero centoventotto anni) si era in quel mentre avanti appunto di dieci giorni e si provvide.
Così anche si provvide – per quanto non con precisione assoluta, ma questa è un’altra storia – ad evitare che successivamente il fenomeno di riproponesse.
Il Gregoriano fu accolto subito – o comunque entro cinque anni – da buona parte dei Paesi Cattolici.
Successivamente e fino al Settecento inoltrato in quelli Protestanti – Luterani, Calvinisti e Anglicani nell’ordine (1) – e ancora dopo in quelli Ortodossi, ricordando qui che le Chiese Russa, Serba e di Gerusalemme usano invece tuttora il precedente sistema.
Per inciso, la Rivoluzione Russa ‘d’ottobre’ del 1917 cade per noi in Novembre perché all’epoca nel Paese era ancora in uso il Giuliano: era per loro il 25 del decimo mese dell’anno.
Tra le date ‘anomale’ da ricordare, certamente quella relativa al Giappone (1873) perché di poco tempo conseguente alla fine dello Shogunato (1868) e quella, divertente per le conseguenze, della Svezia dove la colà travagliata questione fu anche risolta nel 1712 aggiungendo al febbraio, dopo il 29 bisestile, uno straordinario 30!

(1) Le tredici Colonie americane che daranno origine agli Stati Uniti d’America, seguendo la Madrepatria, adottarono il Gregoriano nel 1752.
Specificamente al mercoledì 2 settembre fece seguito giovedì 14.
Essendo trascorsi centosettanta anni del 1582, i giorni cancellati non furono dieci ma undici.