A Villa Giulia di Pallanza, sui tre piani della dimora, ti si rovescia addosso la sua meravigliosa, dilagante arte: un fiume di colori, forme geometriche, imponenti pitture e sculture varie, libri d’arte, filmati, modellini per scenografie teatrali e tanto altro.
È l’Universo Nespolo: titolo perfetto per una mostra -dedicata a un maestro che ha esplorato ogni forma di creatività- ospitata per di più in un’antica, rinomata dimora in stile neoclassico. Un tempo Villa Branca, poi Kursaal, oggi sede di eventi culturali.
L’Antologica, curata da Sandro Parmiggiani e dedicata al noto artista piemontese Ugo Nespolo, racconta in 100 opere, ospitate in 14 spazi tematici- 60 anni di una vita straordinaria e di ricerca appassionata, a fianco di tanti amici artisti.
Tra gli altri era il ‘nostro’ Baj, anche lui innamorato pazzo del suo lavoro. E, sulle tracce del drammaturgo francese Alfred Jarry, ironico ideatore della ‘patafisica’, a sua volta patafisico dichiarato assieme a Nespolo.
Studi artistici all’Accademia Albertina, e anche una laurea in lettere all’università di Torino -una in Filosofia gli è sta attribuita ad honorem – hanno fatto da base alle conoscenze dell’onnivora cultura di Nespolo. Seguite da infinite scorribande e immersioni in ogni possibile aggancio d’arte e di vita, ovunque lasciando il segno dell’ironia: al ragazzo nato nel ‘41, attratto dal Futurismo, poi inizialmente schierato con l’Arte Povera dei colleghi piemontesi, Boetti, Kounellis, Pistoletto e gli altri, lo dimostrano le prime sale della mostra al piano terreno, interessa tutto.

Lo si evince subito dalle otto serigrafie su carta da spolvero derivate dalle dotte tavole del filosofo Annibale Pastore (1868 -1956), all’arte ‘ricca’ di materiali preziosi ispirata all’architetto tardobarocco Foggini, alla fotografia degli artisti di strada sui muri di New York. Erano gli anni Ottanta, quando la passione condusse Nespolo a vivere e lavorare lì per un po’ di tempo. E a incontrare la Pop Art e la grande lezione di Warhol.
Ma continuerà sempre, nel tempo, a cercare la tradizione: che trova nella frequentazione della ceramica faentina della Bottega Gatti, così come nella lavorazione del vetro di Murano.
Esemplari ragguardevoli in maiolica e vetro di questo suo lavoro spiccano nelle vetrine delle ampie sale che guardano in parte verso il panorama, tra le magnifiche opere pittoriche. Rotonde o quadrate che siano queste ultime, richiamano Klee, Miró, Picasso o Kandinskiy. Nelle tematiche, nei colori accesi, nelle fantasie geometriche.
Nespolo si cimenta pure con le scenografie teatrali richieste dai testi classici o dagli allestimenti per la lirica: madama Butterfly, romantica creatura pucciniana, la si incontra nelle sale al piano alto della villa, negli spazi dedicati anche ai coloratissimi bozzetti teatrali, accanto a libri d’arte, ai libri illustrati per preziose edizioni di capolavori della letteratura italiana, e ai manifesti dei suoi film.
Qui ha raccontato -anche come regista- da poliedrico frequentatore di ogni arte, le sue fantasie e riflessioni. Spezzoni dei suoi lavori cinematografici sono visionabili in mostra.

Una bella antologica dunque, ricca di colori, di tematiche essenziali, di rimandi alla storia dell’arte- ma anche di freschezza inventiva- che inaugura un nuovo ciclo di mostre di caratura internazionale. Di alto livello anche le ultime, splendide opere datate 2025, come Luce Lunare, accanto ai tanti capolavori precedenti, da incontrare sala per sala: si vedano ad esempio Grotesque del 2017, e Window Poem (1984) acrilici su legno che raccontano la genialità di mano e di mente di un artista colto, e ancora in piena attività.
Nespolo non ha mai smesso di inseguire realtà e sogno, buon senso e affabulazione. Lui stesso si raffigura così, in un montaggio fotografico, mix saggio e ironico di chi alza spesso gli occhi al cielo, pronto a volare via, come nel film di De Sica Miracolo a Milano. Ma deciso anche a rimanere coi piedi per terra. Laddove sogno e realtà- e la patafisica- possono ancora darsi la mano.
A questo proposito non dimenticate di uscire a incontrare Ubu Roi (1924), figlio della maliziosa fantasia

di Jarry- e qui presentato in veste di coloratissimo gonfiabile da Nespolo. Occupa ironicamente, come un pallone aerostatico da piccola fiera di paese -quanti ne incontriamo ogni giorno- la balaustra della meravigliosa terrazza di Villa Giulia, col colonnato neoclassico, affacciata sul panorama mozzafiato del golfo Borromeo: scorgerete al centro le tre Isole maggiori e poco in là l’isolino San Giovanni, sempre di proprietà Borromeo, per anni amatissimo luogo di soggiorno estivo di Toscanini, che aveva trovato qui il suo luogo dell’anima.
Anni fa Lorin Mazeel omaggiò il ricordo del Grande maestro dirigendo l’Aida di Verdi e l’orchestra da una pedana collocata sull’acqua, di fronte alla piccola isola. Una straordinaria luna illuminava la notte estiva e il lago.
Chissà, magari c’era anche Nespolo, il pittore innamorato della lirica, in quella luce magica e siderale.
Universo Nespolo
17 maggio- 28 settembre 2025
Verbania Villa Giulia



