Nei giorni 12, 13 e 14 scorsi, si è tenuta a Ventotene una conferenza intitolata a Libertà e Democrazia, organizzata dal Parlamento Europeo e condotta dalla Vice Presidente Pina Picierno.
Ventotene è il luogo iconico dove un gruppo di internati, all’inizio degli anni 40 del secolo scorso, guidati da Altiero Spinelli, redasse un Manifesto, intitolato “Per un’Europa libera e unita”. Era il 1941 e le armate hitleriane invadevano l’Europa in un conflitto che si estese a buona parte del globo: immaginare l’unità dell’Europa in un sistema democratico era davvero un sogno ardito. Oggi quest’isola è diventata il centro simbolico per una serie di eventi intesi a procedere nella direzione di quella “ever closer Union” preconizzata dai padri fondatori.
La Conferenza ha chiamato un vasto numero di partecipanti che hanno discusso dei temi più svariati, sempre nell’ottica delle prospettive di integrazione e di difesa dei principi democratici e di rispetto dei diritti umani, ben consapevoli delle criticità che l’attuale momento storico ci presenta.
Fra gli ospiti di rilievo bisogna citare Yulia Navalnya, la vedova del dissidente russo morto in una colonia penale artica, che ha evidenziato come per poter influire sulle decisioni del Cremlino sia necessario applicare sanzioni mirate sul ristretto circolo dei collaboratori più vicini a Putin e come qualsiasi cautela l’Europa utilizzi nelle relazioni con Mosca venga percepita come un segnale di debolezza e quindi paradossalmente stimoli l’aggressività russa.
Altra ospite di rilievo è stata la Vice Presidente di Taiwan, il cui invito ha provocato un incidente diplomatico. Come è noto, Pechino considera Taiwan un’entità secessionista, dai tempi in cui Chiang Kai-sheck, sconfitto sul continente da Mao Zedong, si rifugiò sull’isola di Formosa. Pertanto ogni evento che possa essere interpretato come un riconoscimento de facto dell’indipendenza di Taiwan, viene recisamente stigmatizzato con vibranti proteste formali. In questo caso destinataria della nota diplomatica è stata la Commissione, che si è lasciata intimidire e, non avendo autorità nei confronti del Parlamento Europeo, organizzatore dell’evento, non ha potuto fare altro che ritirare il proprio logo dal manifesto. Scaramucce come queste sono consuete nei rapporti con Pechino, che ribadisce continuamente, anche con atti di intimidazione militare, il proprio intendimento di arrivare prima o poi all’occupazione dell’isola, per “riunificarla alla madrepatria”. Al di là dell’aspetto istituzionale, Taiwan è una democrazia consolidata, citata spesso ad esempio, vi è da considerare il quadro strategico: vi si producono oltre il 90 % dei chip avanzati (quelli inferiori a 7 nanometri); nelle mani di Pechino questo potrebbe tramutarsi in un’arma strategica.
Al di là di questi eventi, la conferenza ha trattato, sempre in un’ottica di integrazione, argomenti a 360°, dalle fragilità delle democrazie, anche nell’ottica della battaglia cognitiva e informativa, alle problematiche degli sviluppi dell’Intelligenza Artificiale (con doverosi richiami all’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV), alla situazione dei conflitti in atto, in Ucraina e nel Medio Oriente. Non poteva mancare l’attenzione ai difficili rapporti con gli Stati Uniti di Trump, con considerazioni circa le debolezze europee e l’esigenza di consolidare una propria autonomina strategica, sia in campo industriale e commerciale, sia per garantire ai paesi europei una capacità di difesa comune, atta a scoraggiare ogni tentazione, da qualsiasi parte provenga.
Un evento significativo, dunque, che ha fortemente richiamato i principi fondamentali alla base della cooperazione europea, secondo i lineamenti elaborati 85 anni fa sull’isola di Ventotene.
*Ex capo di stato maggiore dell’Aeronautica e della Difesa