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COVI, AVVENTURA AL TOUR

CLAUDIO PIOVANELLI - 19/06/2026

Alessandro Covi

Non si può certo dire che la fortuna sia molto amica di Alessandro Covi: sappiamo che i problemi fisici, nelle scorse stagioni, hanno fortemente condizionato il corridore di Taino e la buona sorte pare non decidersi davvero a dargli una mano. Covi è nella lista dei partenti del prossimo Tour de France, al via il prossimo 4 luglio da Barcellona, ma domenica scorsa è rientrato dalla Francia, dove ha partecipato al Tour Auvergne-Rhode-Alpes (l’ex Giro del Delfinato), con febbre altissima che ha consigliato di non farlo partire per la frazione conclusiva e che ha poi richiesto, una volta a casa, qualche giorno di riposo.

E’ una stagione di estrema importanza per Alessandro Covi: come ben sa chi segue le sue gesta, il “Puma di Taino” quest’anno ha cambiato squadra dopo i sei trascorsi alla UAE Emirates (<Un rapporto durato anche di più – precisa lui – perché già da dilettante mi avevano voluto a qualche loro raduno>), trasferendosi alla Jayco-AlUla.<E’ vero – ammette Alessandro – è stato un po’ come cambiare scuola: insegnanti nuovi, compagni nuovi, tante situazioni inedite da affrontare. Non è stato facilissimo, quando si cambia in maniera così radicale ci vuole il giusto tempo per adattarsi>.

  • Non ha preso parte al Giro d’Italia ma è nella lista di coloro che parteciperanno al Tour de France: era tutto previsto?

<Sì, i programmi erano stabiliti già dallo scorso mese di dicembre, ovviamente da valutare in base alle situazioni che si sarebbero poi create. Però, per quanto mi riguarda, ho gareggiato sinora in tutte le corse che erano state previste, con l’aggiunta della “Coppi & Bartali”. Il Tour? Di sicuro non c’è ancora nulla, sono nella lista di coloro che dovrebbero partecipare ma penso di dover attendere ancora qualche giorno prima di avere la certezza>.

  • Il suo prossimo appuntamento sarà il campionato italiano di sabato 27 giugno. Lo scorso anno questa gara le riservò una grossa delusione: fu secondo in volata dietro a Filippo Conca, che poi è diventato suo compagno di squadra…

<E’ vero, lo scorso anno tenevo parecchio a questo appuntamento e in effetti sono andato molto vicino alla maglia tricolore. Ma è del tutto inutile ripensare a ciò che è stato, in quell’occasione Filippo è stato più forte. Quest’anno ho visto il percorso, che è un po’ complicato. L’importante, per me, sarà essere in gara ed esserci al meglio>.

  • Quando è diventato professionista, sette anni fa, aveva aspettative decisamente elevate e infatti ha vinto alcune belle corse, con la “perla” della tappa del Giro d’Italia che arrivava alla Marmolada. Poi il meccanismo si è un po’ inceppato, soprattutto per parecchi problemi fisici che l’hanno decisamente condizionato. Oggi Alessandro Covi che cosa chiede al ciclismo?

<E’ una bella domanda… In effetti le cose sono andate proprio così per almeno due stagioni; lo scorso anno è stato decisamente migliore e non solo perché ho ricominciato a vincere ma perché di gara in gara mi sono sentito sempre meglio e più competitivo, anche se, a essere sincero, le corse a cui ho partecipato erano di livello inferiore rispetto a quelle a cui prendo parte quest’anno. Non disputo grandi giri da tre anni e vorrei tanto capire se, anche a quel livello, posso dire ancora qualcosa>.

  • Al Tour avrà modo di verificarlo… Che cosa si aspetta da quello che, anche soltanto a livello di partecipazione, rappresenta un po’ un esame di laurea per ogni ciclista? C’è del rammarico per non avere partecipato sinora alla Grande Boucle? <Come immagino il Tour? Sicuramente qualcosa di enorme, un grande evento, diverso da tutte le altre corse. Rammarico? No, negli anni scorsi Pogacar ha gareggiato con una “sua” squadra e non posso eccepire sulle scelte sue e dei responsabili>.
  • Come si approccia al Tour la sua Jayco-AlUla?

<O’Connor sarà l’uomo da classifica, mentre Matthews, Schmid e Plapp saranno battitori liberi. Se ci sarò, mi metterò naturalmente a disposizione, sperando, sempre che la condizione lo consenta, di avere magari una giornata di “libertà”…>.

  • Pensa che Pogacar continuerà a non avere rivali, oppure Vingegaard sarà in grado di competere con il suo ex capitano?

<Credo che le cose andranno come lo scorso anno: sappiamo tutti quanto è forte Pogacar. Certe sfide sono appassionanti ma penso che, se tutto filerà liscio, nessuno sarà in grado di insidiarlo>.