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FLAVIO VANETTI - 19/09/2025

La nave spaziale Crisalide

Chissà, poi magari un giorno su questo progetto ci faranno pure un film o una serie televisiva di fantascienza. Ma intanto è un’idea, elaborata da italiani, che è piaciuta e che è stata premiata. Parliamo di Chrysalis (Crisalide) nome dato a una nave spaziale cilindrica, lunga 58 chilometri (avete letto bene) e capace di ospitare centinaia di persone per un viaggio multigenerazionale lungo secoli verso il più vicino mondo alieno abitabile. Il progetto ha vinto il concorso internazionale “Hyperion” di “Initiative for Interstellar Studies”, un’organizzazione no-profit britannica dedicata all’esplorazione degli esopianeti e alla colonizzazione di mondi lontani.

Tutto è partito lo scorso novembre fissando un montepremi di 10.000 dollari – non si sono sprecati, in fondo – e i criteri della sfida. Chi concorreva era invitato a sviluppare concetti innovativi per una nave spaziale capace di ospitare fino a 1.500 passeggeri, dotata di gravità artificiale, ecosistemi autosufficienti e sistemi di supporto vitale per garantire la sopravvivenza di più generazioni fino al raggiungimento del più vicino esopianeta abitabile, Proxima b, situato a circa 4,25 anni luce dalla Terra. Il team italiano ha dato la paga a tutti. Era composto da Giacomo Infelise (architetto e paesaggista), Veronica Magli (economista e innovatrice), Guido Sbrogio (astrofisico e ingegnere), Nevenka Martinello (ingegnere ambientale e artista freelance) e Federica Chiara Serpe (psicologa, attrice e artista).

La loro Crisalide spaziale è formata da una struttura cilindrica modulare che riduce al minimo la sezione anteriore, per contenere il rischio di collisioni con micrometeoriti e detriti orbitali e ridurre le sollecitazioni strutturali durante le fasi di accelerazione e decelerazione. La nave misura 58.000 metri da un’estremità all’altra e ha un diametro di  6.000 metri (cioè 6 km), per una massa totale di 2,4 miliardi di tonnellate. Per la propulsione usa un sistema a fusione diretta e propellente a elio e deuterio per generare un’accelerazione pari a 0,1 g. Dopo un periodo di accelerazione di un anno, i progettisti prevedono un viaggio di almeno 400 anni, seguito da un anno di decelerazione una volta raggiunto l’esopianeta Proxima b.

Insomma, siamo ai confini della fantascienza. O magari solo alle porte di un futuro che verrà, soprattutto se avranno ragione coloro che pensano che un bel giorno gli umani si metteranno in viaggio per il cosmo per colonizzare o per scappare da una Terra diventata invivibile (e qui si innesta il filone dei sostenitori della tesi che la cosa è già avvenuta con noi in un tempo passato per mano aliena, facendo sì che sbocciasse la nostra razza su un pianeta adatto alla vita). Comunque, chiudendo con queste divagazioni, si può dire che Crisalide ha anche il merito di ricondurci alla letteratura cinematografica delle navi spaziali e dei relativi viaggi. Per curiosità abbiamo spulciato nella rete web, cercando di capire quanti film siano stati prodotti su questa traccia. Be’, semplicemente… non si possono contare e, scorrendo l’elenco, viene da dire che tutte le trame sono intriganti. Proveremo qui a proporre il nostro personalissimo podio, mettendo fuori quota “2001 Odissea nello Spazio” di Stanley Kubrick con la sua nave in rotta “verso Giove e l’infinito”, film a nostro avviso al di là del Bene e del Male. In vetta, ex aequo, piazziamo la saga di “Star Trek”, con l’iconica frase di lancio “per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima”, e “Alien” (ma solo il primo: piaciuti di meno i prequel e i sequel), il cult fanta-horror di Ridley Scott, un incubo ambientato nello spazio profondo dove “nessuno può sentirti urlare”. A seguire ci va di indicare  “Interstellar” di Christopher Nolan, viaggio estremo attraverso un wormhole (o cunicolo spazio-temporale) combinando i modelli di un buco nero e di un buco bianco e sperimentando gli effetti della teoria della relatività di Albert Einstein. Infine, Contact, di Robert Zemeckis, basato sul romanzo di Carl Sagan. Nella sua trama intriga il teletrasporto quale strumento per raggiungere e conoscere gli Alieni che ci avevano inviato un messaggio. Quale potrebbe essere il plot di un ipotetico film su Crisalide? La buttiamo lì: la quotidianità, in tutte le sue sfumature (magari trovando pure spunti da brivido), dentro una gigantesca nave spaziale in viaggio da un passato da scordare a un futuro tutto da scrivere.

Corriere.it