Parole

AVERE FIDUCIA

MARGHERITA GIROMINI - 19/12/2025

La Treccani, prima enciclopedia italiana per storia e diffusione, ha scelto come parola dell’anno “fiducia” dopo aver individuato il “rispetto” per l’anno 2024.

Nell’individuare questa parola ha tenuto conto anche del crescente interesse dei giovani: sul portale treccani.it, “fiducia” è risultata tra le parole più consultate registrando un incremento percentuale maggiore rispetto all’anno precedente.

Questo fenomeno evidenzia il bisogno diffuso di stabilità emotiva e relazionale, soprattutto tra le nuove generazioni che cercano punti di riferimento affidabili in un mondo segnato da rapidi cambiamenti e tensioni internazionali

La Treccani ha chiarito che è stato scelto il termine perché di estrema attualità e rilevanza sociale, come risposta necessaria per guardare il futuro con più speranza, per recuperare uno sguardo amico verso gli altri e per stimolare la disponibilità a impegnarsi per la società in nome di un patrimonio etico comune.

Essere capaci di fiducia diventa un elemento fondante della società di oggi che necessita di una prospettiva per il domani da consegnare ai giovani che crescono in questi anni di incertezze geopolitiche e sociali.

Non possiamo negare che in questo periodo storico vorremmo tutti avere dosi massicce di ottimismo per riuscire a nutrire fiducia in sé e nel mondo esterno e per mantenerla viva nei confronti dell’umanità, della giustizia, della politica, dei valori della democrazia e della pace.

Facciamo un passo indietro e andiamo alla radice della parola dell’anno: dal latino fides, fiducia è convincimento che qualcosa o qualcuno corrisponda alle nostre aspettative, è riconoscimento dell’affidabilità dell’altro.

La fiducia vista come sentimento non solo personale, come la fede che nasce dalla stessa radice, ma come componente essenziale della costruzione di legami tra individui, comunità e istituzioni.

Essere fiduciosi ci sostiene in una modalità di tranquilla sicurezza che si fonda su una valutazione positiva degli altri e di sé stessi.

Purtroppo parlare di fiducia oggi è difficile perché ogni riflessione sul tema si scontra con il sentimento di incertezza sociale e politica. Chi di noi, parlando con gli amici, non ha inserito nel discorso una frase del tipo: “Speriamo che i potenti della terra non facciano follie”, oppure “Chissà dove andremo a finire con la guerra alle porte dell’Europa”.

Dunque “fiducia” è ciò che ci è mancata di più nell’anno che si chiude, ma che vorremmo fortemente ricollocare nel nostro sguardo sul futuro. Gli esperti di sociologia dei sentimenti ci ricordano che la fiducia non è un concetto astratto, ma una pratica quotidiana, che richiede gesti concreti, presenza, continuità ma soprattutto coraggio: mostrarsi ed esporsi sapendo scegliere.

Tornare alla fiducia non è ingenuità, ma una scelta, non una debolezza, ma una via per ritrovare la direzione, per ricostruire un valore.

La fiducia, quella che costruiamo con noi stessi e quella che doniamo agli altri, non è solo la parola dell’anno, è più profondamente la parola di cui abbiamo bisogno per affrontare il presente e il futuro.