Società

DI VILLA IN VILLA

ARTURO BORTOLUZZI - 19/12/2025

Villa Mylius

Villa Mylius e il complesso delle Ville Ponti non sono semplici edifici: sono luoghi simbolici del paesaggio e dell’identità di Varese. Per questo, ogni progetto che li riguarda dovrebbe essere valutato non solo per le intenzioni, ma soprattutto per la sua concreta realizzabilità.

In queste settimane è tornata al centro del dibattito l’ipotesi di una funzione ricettiva alle Sellerie delle Ville Ponti. Un’idea presentata come intervento “di qualità”, capace di rafforzare l’attrattività della città e valorizzare edifici oggi sottoutilizzati. Obiettivi legittimi, che meritano un confronto serio.

Per farlo, però, è utile guardare a un precedente ancora aperto: Villa Mylius e il progetto dell’Accademia del Gusto. Nato con finalità condivisibili — recupero di un bene storico, creazione di un polo culturale e formativo — il progetto si è scontrato con una realtà fatta di ritardi, varianti e mancanza di una data certa di apertura. Il risultato è un bene pubblico di grande valore ancora sottratto alla piena fruizione.

Non è una critica alle intenzioni, ma una constatazione: quando si interviene su beni pubblici delicati non basta avere una buona idea. Servono progetti definiti, risorse certe, tempi realistici e una governance capace di portarli a termine.

La correlazione con le Ville Ponti è evidente. Anche qui si parla di valorizzazione e sviluppo, ma esistono criticità oggettive: vincoli paesaggistici stringenti, equilibri economici complessi, rischio di cantieri prolungati o incompiuti. In un contesto ambientale così sensibile, anche un intervento non concluso rappresenterebbe un danno per la città.

Un albergo alle Ville Ponti potrebbe essere un beneficio solo a una condizione: non assomigliare, negli esiti, al caso di Villa Mylius. Non diventare un progetto annunciato e mai completato, non immobilizzare per anni un luogo simbolo del verde varesino.

Alla vigilia delle festività, viene spontaneo avanzare una richiesta semplice ma impegnativa: fare un regalo di Natale alla città di Varese. Non un annuncio generico, ma un progetto realmente definito e realizzabile, che chiarisca cosa si vuole fare, in quanto tempo, con quali risorse e con quali garanzie per il bene pubblico e per il paesaggio.

Varese non ha bisogno di nuove promesse. Ha bisogno di progetti portati a compimento. Questo sarebbe, davvero, il regalo migliore.