(C)Avrei molte ragioni personali e familiari per intonare un vero TE DEUM di ringraziamento; lo farò a tempo debito nella comunità parrocchiale. Vi propongo come tradizione la paradossale mescolanza, spesso artificialmente esaltata come contrapposizione, tra beni e mali realizzati dalla nostra civiltà, varesina, italiana e mondiale e la straordinaria capacità della Divina Provvidenza di trarne comunque del bene.
(O)Quindi ancora una volta, invece di proporre alcuni esempi di avvenimenti importanti da ricordare e imitare, ci proporrai stranezze e ambiguità.
(C)Dovete cercare di capirmi, a partire dall’assunto più semplice: tutto ciò che accade è voluto da una Sapienza che non è la nostra. Noi dobbiamo partecipare, pur sapendo, come sostenevo nella prima Apologia di questo 2025, che è normale che tutte le nostre opere restino incompiute.
(S)Quanto a future incompiute, già ne vediamo una gigantesca all’orizzonte: Iil Ponte sullo Stretto di Messina.
(C)Esatto: è il primo dei miei TDL (Te Deum Laudamus). È una meraviglia che si cominci un’opera innovativa e tale da portare in avanti la scala costruttiva di un’opera pubblica, senza appaltarla ai Cinesi. Mi piace che il governo prenda un rischio notevole, di volere un’opera difficile, che non manifesta una convenienza immediata e, in un certo senso, vuole unire due pezzi d’Italia molto diversi, resi diversi proprio da quel piccolo tratto di mare.
(O)Tanto piccolo che Grillo se l’è fatto a nuoto, proprio contro l’ipotesi del ponte.
(C)Ricordate che Bossi avrebbe voluto tagliare l’Italia al Po, Salvini spenderà una cifra per unire la Sicilia al continente. A dispetto di coloro che pensano che con quei denari si potrebbe fare ben altro (ferrovie, strade, scuole, ospedali) penso che il nuovo legame al continente, cioè all’Europa, cambierà proprio quella mentalità che ha finora santificato l’indolenza e quindi un certo tipo di arretratezza di strati non piccoli della popolazione e delle classi dirigenti dell’isola.
(S)Davvero? E di Napoli che cosa pensi?
(C)TDL per Scampia. Un po’ alla volta tutte le Vele di Scampia vengono tirate giù. Riconoscere un errore e correggerlo è una grazia, anche se non conosco come verranno sostituite. La casa è sempre necessaria, ma non sono i muri a fare un popolo, viceversa, questo ci insegna la gente di Gaza, non l’odio antisemita. E per loro il TDL è alla speranza, come del resto per l’Ucraina. Abbiamo esaminato a fondo l’indole personale e le ideologie di riferimento dei protagonisti di queste vicende. Se non avessimo una speranza non umana non potremmo nemmeno immaginare soluzioni di pace, forse nemmeno di tregua, eppure qualcosa ci chiede di credere nella speranza.
(O)Per tornare a isole e ponti, non vi pare che il rapporto tra noi e Milano stia diventando d’insularità? Col treno o con l’autostrada, a certe ore del giorno sembra di traversare un mare in tempesta. Ma forse la scelta d’insularità è dei governanti locali di Varese, a cui va rispetto in ogni caso per il difficile compito, che nella bozza di progetto del PGT parlano di tram-treno e di riattivare la vecchia e desueta ferrovia Malnate –Como, ma sembrano non curarsi dei ponti ferroviari sull’Olona da raddoppiare (Malnate e Induno) per rendere, se non altro, più puntuale i penosi collegamenti con Milano e con Lugano, necessari luoghi di lavoro per tanti giovani.
(C)Ma anche per questo intono il mio TDL, quando il male arriverà ad essere insopportabile, si correrà al rimedio. Ci si accorgerà per dirla chiara, che nessuna delle città medio/piccole della Lombardia può concepire il proprio futuro da sola, ma deve stringere due alleanze: una con Milano, è ovvia, l’altra, meno evidente ma forse più necessaria è con i comuni vicini, per renderseli compartecipi di una più vasta dimensione cittadina. E a proposito del traffico cittadino di attraversamento, che fa di Varese non un’isola felice, ma un gorgo, come un anno fa lo chiedo in latino ai nobili estensori del PGT: CETERUM CENSEO CIRCUMVALLATIONEM VARESINAM AEDIFICANDAM ESSE. Sarebbe un gran regalo degno di una laude incommensurabile.
(S)Un’ultima sfida: sei forse capace di lodare anche questo modo di vivere il Natale, bizzarro, consumistico, dissacrato?
(C) Ebbene sì, meglio questo Natale Kitsch, coi pancioni barbuti e vestiti di rosso, con renne e altri animali finti sparsi a caso, mentre i lupi veri si aggirano per le strade, che nessuna festa. Gesù Bambino, spodestato insieme al presepio dal politicamente corretto, ritorna attraverso le catene invisibili della carità a fare la cosa più importante per cui TE DEUM LAUDAMUS: cambiare i cuori e dare valore di compimento ai nostri umili sforzi.
(C)Costante (O)Onirio Desti (S) Sebastiano Conformi