La premessa è che le classifiche non vanno solo lette, non solo i numeri danno risposte ma anche la loro interpretazione è importante. Secondo bisogna sapere chi stila le classifiche e, in base a questo, pesarle per il loro reale valore.
La sanità come i ristoranti, gli alberghi o le località turistiche non sfugge alle graduatorie ma visto il tema, cioè la nostra salute, la nostra vita, è bene sapere da dove arrivano i dati e come vanno letti.
I quotidiani hanno dato grande risalto alle ultime classifiche proposte da Agenas e sono fioccati commenti scientifici (rari), sociali (parecchi), politici (difformi a seconda della fonte giornalistica).
Stando però alle premesse diciamo prima di tutto che la fonte Agenas è inattaccabile e quindi credibile. Ricordo infatti che si tratta di un ente pubblico non economico di rilievo nazionale, nato nel 1993 ed è un organo tecnico-scientifico del SSN, supporta il Ministero della Salute, le Regioni e le province autonome di Trento e Bolzano.
Non solo ma fornisce collaborazione alle Regioni ed alle singole aziende sanitarie in ambito gestionale, organizzativo, economico, di qualità, di sicurezza eccetera.
Ad Agenas spetta tra l’altro il compito del Programma Nazionale Esiti che è pertanto uno strumento del SSN che può essere utilizzato a fini regolatori e di controllo. Scopo è quello di ricercare l’eccellenza in sanità, anche attraverso una comparazione di stime e valutazioni di servizi ed interventi sanitari.
Una misurazione che ha quindi lo scopo di far percepire agli operatori sanitari, e di conseguenza anche alle strutture in toto, quelle situazioni nelle quali è possibile intervenire per migliorare la prestazione limitando al massimo le inefficienze.
Quindi il PNE può essere letto (anzi DEVE essere letto) soprattutto come una potenziale strategia che punta a far emergere ciò che non va per tendere sempre al meglio.
Ad esempio le nuove informazioni inserire nelle SDO (scheda di dimissione ospedaliera) hanno permesso di migliorare alcune misurazioni come ad es i tempi di esecuzione di alcune attività sanitarie, i volumi di lavoro dei singoli professionisti, il peso delle patologie croniche presenti all’ingresso.
La valutazione data da Agenas in modo generale è quella di un sistema sanitario italiano che si sta dando da fare per migliorare ma che purtroppo continua a proporre differenze di prestazione/offerta regionali troppo importanti.
Agenas ribadisce anche che il PNE non va letto appunto come una semplice classifica ma come una opportunità per ampliare e promuovere un confronto continuo con i professionisti al fine del miglioramento in generale della qualità delle prestazioni.
Sono attualmente in studio altri 8 indicatori da aggiungere nelle prossime valutazioni relativi in modo specifico ai campi di oncologia (pancreas, polmone, stomaco), neurologia (ictus) e cardiologia (infarto acuto miocardio).
La classifica indica 15 ospedali top (sul podio Ospedale Bolognini di Seriate Bg, Ospedale di Montebelluna Tv, Ospedale Bentivogli Bo), su 1117 strutture esaminate 198 rimandate (circa 20%) per bassi standard qualità (Campania 51 strutture la peggiore), il settore critico che emerge maggiormente è l’area gravidanza e parto.
Lombardia 5, Veneto 3 ed Emilia Romagna 2 sono quelle a maggior concentrazione di strutture con risultati positivi, Umbria, Toscana, Marche e Campania 1 ciascuna.
Le 8 aree cliniche prese in considerazione per la valutazione sono: cardiocircolatorio, nervoso, respiratorio, ch generale, ch oncologica, gravidanza e parto, osteomuscolare, nefrologia.