Attualità

CAPOLAVORO ITALIANO

MARIO CARLETTI - 20/02/2026

Le avversarie si inchinano a Federica Brignone

Le valutazioni in itinere sono, per definizione, potenzialmente fallaci proprio perché se le bocce non sono ferme, tutto ancora può succedere. Consci quindi del rischio azzardiamo qualche primo commento sulle Olimpiadi Invernali Milano Cortina che sono ancora in atto e ben prima dell’apertura delle Paraolimpiadi.

Le distinzioni di genere, premetto che non mi hanno mai appassionato, ritenendo che femmine o maschi o tutto ciò che c’è di mezzo, sempre genere umano siano e quindi di pari dignità a prescindere.

Dire che queste Olimpiadi siano un inno alla donna e nello specifico a quella italiana, è però un dato di fatto e non un discorso di genere. Lo dicono già i numeri eccezionali dei risultati in rosa ma soprattutto lo raccontano le storie di esseri umani capaci di gestire tutto dagli infortuni, ai figli, ai mariti, alle famiglie insomma alle vite che tutti noi affrontiamo quotidianamente con il piccolo particolare che poi queste atlete vincono un oro olimpico. Se dico questo aggiungo subito che attorno a ciascuna di loro si è costruito un supporto affettivo ma soprattutto pratico/tecnico altrettanto unico per cui c’è chi si è portata in giro un figlio per quattro anni con la sorella con baby sitter, chi ha il marito allenatore in America, chi ha passato più mesi in riabilitazione che a casa ed altro ancora.

Quindi enorme lavoro di tutto il CONI e forse un grazie particolare andrebbe detto all’ex Presidente Malagò artefice della creazione di questa macchina perfetta, ma che non si è potuto godere questo meritato successo per le note questioni amministrative di durata dei mandati.

Da italiano sono orgoglioso e commosso perché una cerimonia di apertura come quella che abbiamo proposto a Milano ha rappresentato in modo eccellente le nostre qualità. Lo spot con protagonista il nostro Presidente Mattarella ormai figura/amuleto alla quale ci rivolgiamo come cittadini ogni volta che la politica ci fa rabbia o sdegno, è stato geniale. Colori, musiche, artisti, cultura, moda/bellezza con la donna (anche qui) Armani a fare da stella polare, sapientemente offerte in una regia che merita applausi.

Faccio fatica a trovare pecche in questa nuova esperienza di Olimpiade diffusa che, in quanto primo esperimento, avrebbe potuto presentare diversi ostacoli ed intoppi.

Ero molto preoccupato visto il pessimo clima politico mondiale (ma anche italiano) visto che l’Olimpiade per l’eco mediatico è palcoscenico ideali di gesti simboli od estremi. Invece i fischi come ultras del calcio verso politici o nazioni a Milano, il casco dell’atleta ucraino, l’incommentabile pubblicità al No del referendum, gli attentati alle linee ferroviarie, sono notizie che vanno date ma che non faranno la storia. Deduco che l’attività di prevenzione, la bonifica dei luoghi, la volontà di tutte le persone coinvolte, ed in particolare quella delle forze dell’ordine siano state tutte ottimali.

Inciso sanitario quello che ha fatto come atleta Brignone è uno spot per la nostra catena di trattamento, stabilizzazione e recupero dagli infortuni che non ha prezzo. Vonn (che meriterebbe un approfondimento a parte per provare a capire cosa ha fatto) con tutto il suo staff sanitario americano, ha scelto la struttura dove stare in Italia per farsi operare e stabilizzare.

Quindi giuste le critiche quando ci sono errori ma anche orgoglio e gioia nel vedere come il nostro Paese ha diverse eccellenze in tutti i campi.

Un clima meraviglioso con cieli azzurri tersi e paesaggi da cartolina/spot unici per proporre il made in Italy della montagna, ha accompagnato la maggior parte delle giornate ma poiché esagerare porta poi a troppa invidia, per farci prendere il giro dal mondo almeno su una cosa abbiamo fatto fare la telecronaca di apertura dei giochi sulla rete nazionale da un giornalista improvvisato. Anche questa è venuta benissimo se lo scopo era quello, troppo bravo, per me era un attore.