Cultura

LONGUITA, 50 ANNI FA

CLAUDIO PIOVANELLI - 20/02/2026

28 febbraio 1976, ore 11: comincia la storia di Radio Varese, introdotta dalla sigla di inizio delle trasmissioni, “Longuita” degli Inti Illimani. È il primo passo di un’avventura che durerà una quindicina d’anni e che lascerà una traccia profonda nella vita cittadina e del territorio, avviata da Sergio Lovisolo, insegnante del liceo classico varesino “Ernesto Cairoli”, che coinvolge un gruppo di suoi studenti, poi allargato a uno stuolo di collaboratori via via sempre più ampio.

Una mostra dalla brevissima durata (solo due giorni, il prossimo 28 febbraio, appunto, e il 1° marzo) celebrerà nella Sala Veratti di Varese quella avventura cominciata cinquant’anni fa, indimenticabile per coloro che la vissero in prima persona ma anche per i tanti ascoltatori che, pur tra moltissime difficoltà soprattutto di ordine economico, l’emittente varesina seppe fidelizzare. Si potranno vedere cimeli dell’epoca, a cominciare da mixer e amplificatori che oggi potranno apparire di un’epoca antidiluviana, registratori, vinili e molti gadget realizzati a quel tempo; come qualcuno ricorderà, Radio Varese era definita anche “la radio delle tre scimmiette” perché il suo simbolo (disegnato da Mario Marvasi) erano appunto i tre simpatici animaletti che, anziché chiudere occhi, orecchie e bocca, li tenevano ben spalancati per vedere, ascoltare e poi parlare degli argomenti più disparati.

Informazione e musica sono dunque i due pilastri sui quali Radio Varese poggia al debutto, in quel 1976, la sua proposta quotidiana. All’ora di pranzo e all’ora di cena vanno in onda i due notiziari (la sigla è “Glad” dei Traffic); ma successivamente le edizioni diventano addirittura cinque nell’arco della giornata. L’informazione sportiva ha una notevole rilevanza, anche per la presenza in città di due realtà come la Pallacanestro Varese, nel pieno del suo fulgore, e il Varese Calcio, in quel momento in serie B e vicino al ritorno in serie A; le radiocronache delle partite esterne di basket (la prima in assoluto va in onda il 18 marzo 1976, poche settimane dopo il varo dell’emittente: Forst Cantù-Mobilgirgi Varese, semifinale di Coppa dei Campioni) e di calcio diventano punto di riferimento per moltissimi tifosi del territorio.

Numerosissimi, poi, i giornalisti che, dopo avere cominciato a muovere i primi passi nel mondo dell’informazione proprio ai microfoni di Radio Varese, spiccano il volo verso lidi di assoluto prestigio (Rai, Mediaset, Corriere della Sera, La Repubblica, La Gazzetta dello Sport e altre testate di grande rilievo).

Non meno importante l’aspetto musicale, con la scelta di privilegiare generi in voga tra i giovani ma di non facile reperibilità attraverso i canali più tradizionali, quelli dell’emittente di Stato o di altre “radio libere” che cominciano nello stesso periodo la loro attività puntando su scelte più commerciali e di “facile ascolto”.

Tra i molti artisti ospiti negli studi di Radio Varese (che all’inizio occupano due stanze di casa Lovisolo e poi si trasferiscono in un palazzo di fronte, sempre in via Walder a Varese) citiamo Fabrizio De André, Angelo Branduardi, Patty Pravo, Loredana Berté, Ivan Graziani e Mauro Pagani.

Non meno importante l’organizzazione di concerti dal vivo attraverso il circolo Radio Varese Cultura, emanazione dell’emittente: oltre ai semisconosciuti all’epoca Roberto Benigni e Gianna Nannini, si esibiscono artisti del calibro di Francesco Guccini, Pierangelo Bertoli e Tony Esposito.

E a proposito di concerti dal vivo, molte sono le registrazioni realizzate dai tecnici di Radio Varese, anche all’estero, di artisti di livello mondiale da riproporre poi agli ascoltatori varesini, soprattutto nelle ore notturne.

Grande impulso alla popolarità di Radio Varese sul territorio viene anche dalla scelta di aprire i microfoni agli ascoltatori, nel solco di “Chiamate Roma 3131”, storica trasmissione della Rai, per un dialogo diretto di cui il pubblico mostra di avere evidentemente grande bisogno.

Nel 1985 le frequenze di Radio Varese vengono acquisite dal PSI varesino, con la promessa di non interferire nella linea editoriale dell’emittente, sempre orientata dentro l’area della sinistra sino alle ali più estreme; ma la vera svolta avviene poi nel 1990, quando, su iniziativa di Roberto Maroni, collaboratore della primissima ora di RV e allora simpatizzante di sinistra, le frequenze passano alla Lega Lombarda che le rileva da una società del gruppo Finiper, che le aveva a sua volta acquisite poco più di un anno prima snaturando però la radio rispetto all’impostazione che aveva caratterizzato il suo volto originale.

Una bellissima storia quella di Radio Varese, capace di differenziarsi e qualificarsi nella sua proposta informativa e musicale e di comprendere e interpretare sul piano sociale quel periodo non facile che oggi appare così lontano.