
Piazzale Bianchi a Valle Olona, Varese. Per quasi tutti è un semplice parcheggio, dove un anno fa hanno bruciato due auto. Ma c’è una lapide, ormai quasi illeggibile. È per i caduti delle guerre. E il testo non è retorico e nemmeno banale, con un finale sorprendente, ma forse non troppo considerando che quella era la zona “rossa” di Varese.
“Nell’età giovane mentre osannavano alla vita, il piombo di fratelli – dai potenti chiamati nemici – ne troncava l’esistenza. Il loro sangue rinfranchi gli spiriti, elevi le fedi, distrugga le guerre barbare, prepari un avvenire di pace fra i popoli, nel nome santo del socialismo”.