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COVI, SI CAMBIA

CLAUDIO PIOVANELLI - 21/11/2025

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Anno nuovo, vita nuovissima: non c’è dubbio che il 2026 rappresenterà per Alessandro Covi un tuffo nell’ignoto, o quasi. Il corridore di Taino ha lasciato la UAE Emirates dopo sei lunghi anni di onoratissima milizia e, a 27 anni, intende misurarsi con una realtà diversa che, ne è certo, gli riserverà nuove soddisfazioni: lo ha infatti accolto la Jayco AlUla, formazione australiana di World Tour, il massimo livello nel ciclismo professionistico, formazione che del tutto casualmente ha una base operativa anche a Brunello.

I sei anni trascorsi alla UAE Emirates non sono stati solo rose e fiori per Alessandro Covi: approdato giovanissimo a quella che negli anni è poi diventata la squadra numero uno del circuito, il “Puma di Taino”, all’indomani del successo più importante della sua carriera, la tappa della Marmolada al Giro d’Italia del 2022, ha vissuto due stagioni molto complicate a causa di una serie di problemi fisici che lo hanno fortemente condizionato (ultimissima appendice, quasi “indolore” rispetto ai precedenti malanni, l’estrazione del dente del giudizio alla fine della stagione appena conclusa). Non appena ritrovata, molto banalmente, la salute, Covi ha ricominciato a vincere: ad aprile ha rotto il digiuno durato quasi tre anni conquistando dapprima la frazione inaugurale del Giro d’Abruzzo e pochi giorni più tardi una tappa del Giro delle Asturie. A giugno il posto d’onore al campionato italiano, alle spalle di Filippo Conca (che sarà suo compagno alla Jayco AlUla), poi una serie di buonissimi piazzamenti, a conferma del fatto che… basta la salute.

“Sì, la stagione appena conclusa mi ha restituito la fiducia – dice – e se la mia squadra ha vinto nel 2025 la bellezza di 97 gare, credo che in una trentina di questi successi (al di là dei due colti in prima persona) ci sia stato anche un mio buon contributo. Ho gareggiato 66 volte e in queste gare la UAE ha vinto 30 volte, quasi una su due… In particolare, ho gareggiato quando Del Toro ha colto 15 dei suoi 16 successi”.

  • Quel secondo posto al campionato italiano è stato alla fine digerito?

“Per una paio di giorni la delusione è stata forte ma poi bisogna girare pagina e l’ho fatto. Alla Jayco AlUla mi ritroverò accanto la maglia tricolore di Conca, così avrò occasione di vederla spesso…”.

  • Una parentesi d’obbligo: com’è il fenomeno Tadej Pogacar visto da vicino? E Isaac Del Toro?

“Mi sorprendono la leggerezza, la spensieratezza, la serenità con cui Pogacar affronta ogni situazione, pur trovandosi sempre al centro dell’attenzione. È un ragazzo di grande disponibilità e generosità: nel 2023 al Giro di Andalusia, dopo essersi imposto in tre delle prime quattro tappe, alla riunione del mattino disse che mi avrebbe dato una mano a vincere; in effetti lui e Wellens mi tirarono la volata ma venni battuto da Omar Fraile, al suo ultimo successo in carriera. Del Toro condivide con Pogacar la mentalità vincente e il desiderio di una vita, per quanto possibile, “normale”; oggi è ancora un gradino sotto Tadej ma ha qualità comunque eccezionali”.

  • Com’è stato il distacco dalla UAE Emirates dopo sei anni?

“Nelle ultime gare c’era sempre qualcuno da salutare perché sapevo che poi non ci saremmo rivisti. Il clima in squadra è stato sempre positivo, lì ho creato dei legami profondi. Le gare durano quattro o cinque ore ma, prima e dopo, tutti stiamo insieme per due giorni ed è lì che si consolidano i rapporti, che nascono le amicizie vere. Però lasciare la UAE Emirates non è stato un funerale, e poi conservo un sacco di bellissimi ricordi”.

  • Ha già un’idea del ruolo che avrà nella nuova squadra?

“Non se n’é ancora parlato, penso che lo faremo in occasione del nostro primo raduno, in programma a fine novembre di Spagna. Credo che godrò di un po’ di spazio in più rispetto a quello che avevo alla UAE Emirates. La squadra si è un po’ rinnovata ma avrà ancora Ben O’Connor come leader in occasione delle grandi corse a tappe, per le quali è stato ingaggiato anche il velocista tedesco Pascal Ackermann”.

  • Quindi non sa ancora quali grandi giri disputerà…

“Non ancora. Spero naturalmente di disputare il Giro d’Italia, dal quale manco dal 2023 (e quell’anno fui costretto al ritiro da una caduta). Però, se potessi scegliere, opterei per il Tour de France, un’esperienza che ancora mi manca e che credo ogni corridore professionista aspiri a vivere”.

  • Nessuna notizia neppure sul debutto con la nuova maglia?

“No, ma credo avverrà a fine gennaio in Spagna”.