Apologie Paradossali

PALLE BUONE E NO

COSTANTE PORTATADINO - 21/11/2025

(S) Per giocare meglio di paradossi e metafore, non ci resta che parlare di palle!

(?)

(S) Ma sì! Quelle avvelenate della Nazionale di calcio e quelle buone di Sinner. Infischiandocene se costui non gioca la Coppa Davis e risiede a Montecarlo. E tu, Onirio, che ami leggere il futuro nella tua palla di vetro, che cosa vedi?

(O) Provocato, rispondo: niente di buono, se continueranno a comandare i conservatori come te. Si può sperare qualcosa di positivo solo se si faranno avanti i globalisti come Sinner, capaci di seguire i propri sogni, anche ad occhi aperti, ben desti. Tu ti lagnavi fino a pochi giorni fa perché le varie nazionali di ogni paese portavano via i calciatori della tua squadra del cuore e te li restituivano ammaccati e ora di lamenti che i nostri non hanno dato il sangue per vincere una partita già persa in partenza. Tutti sottovalutano l’influenza delle circostanze oggettive e della condizione psicologica soggettiva sull’ottenimento dei risultati attesi.

(C) Forse la fai un po’ troppo complessa. Oggettivamente le palle di Sinner, quelle che tira, sono molto forti e sviluppano il loro vantaggio sulle superfici veloci, meno sulla terrarossa, di qui l’alternanza di risultati tra lui e Alcaraz. Poi ammetto che una piccola influenza può averla avuta il fatto di giocare a Torino o voler inseguire il primo posto perduto nella classifica mondiale dell’anno.

(S) Con un’etimologia un po’ fantasiosa il peccatore (Sinner) dà l’assalto alla fortezza (Al-cazar).

(O) Ma non è così! Al-caraz invece significa ciliegia, per questo è dolce l’amicizia tra i due e si mantiene nonostante la rivalità.

(C) Forse l’amicizia persino si alimenta di rivalità, visto che così non c’è la noia di un solo vincitore. Qui tutto fa spettacolo. Invece sono state un po’ tristi non solo i goal subiti, ma soprattutto le chiacchiere previe e successive alla sconfitta calcistica. Fortunatamente non si sono intromessi, per ora, i politici. Molti anni fa, dopo l’esclusione dai campionati mondiali del 1958, quelli di Pelè, una legge di Stato, voluta, pare, da Andreotti, vietò per anni nuovi tesseramenti di stranieri per le squadre italiane come se bastasse a farne nascere uno simile da noi. Vedessi, Giulio, quanti ce ne sono adesso in tutte le categorie e persino nei vivai giovanili.

(S) Come mai non ci hanno ancora pensato Salvini e Vannacci?

(O) Per i cittadini UE c’è una legge di libera circolazione della mano d’opera…

(S) piede d’opera, vorrai dire…

(O) Mmmmh, lasciami dire una critica vera: più il business è cresciuto, più prevalse le esigenze dello spettacolo su quelle sportive, e più ancora quelle economiche; quindi il vero obiettivo perseguito non è il risultato sportivo, ma quello di bilancio; non hai notato che di calciomercato si parla tutto l’anno? È una chiacchiera per illudere i tifosi.

Nel tennis, fortunatamente è diverso. È uno sport individuale, in fondo rimane tale anche nelle competizioni organizzate per squadre nazionali. Questo dà un grande vantaggio: si sa chi vince e chi perde in prima persona, meriti e demeriti sono difficilmente trasferibili ad altri soggetti. Nel calcio invece è tutta una caccia al capro espiatorio. L’allenatore, questo o quel giocatore, il presidente della federazione, le società che non concedono i giocatori per gli allenamenti (ma se non si allenano insieme, come diventano una squadra?), la stampa che suscita polemiche, i tifosi che fischiano…

(C) Non ci siamo ancora rivolti una spiegazione molto particolare, ce ne parla la stampa internazionale, in seguito all’eliminazione, questa definitiva, della potente Nigeria di Osimhen e di Lookman ad opera del più modesto Congo RDC. Leggete qui: “le accuse al triplice fischio del ct nigeriano che ha parlato di un atteggiamento singolare da parte di un congolese: “Durante tutta la sessione di calci di rigore, il membro dello staff della Repubblica Democratica del Congo ci ha fatto un rito voodoo.

(O) Senza palla di vetro oso profetizzare che questa duplice sconfitta ci farà bene, se apprenderemo da Sinner la lezione di serietà e di giusto equilibrio tra nazionalità e globalità, tra qualità fisiche e concentrazione mentale, tra responsabilità personale e aiuto di maestri e collaboratori. Sappiamo che nei giochi di squadra è più difficile, ma quando succede, pensate alla pallavolo, arrivano i risultati, anche senza ricorrere alla magia.

(S) Sebastiano Conformi (O) Onirio Desti (C) Costante