
C’è chi dice che lo scandalo Epstein possa travolgere Donald Trump così come il Watergate fece cadere Richard Nixon. E qualcun altro, con ironia certamente macabra, sostiene che la pistola fumante possa usarla un morto, visto che il finanziere pedofilo si è suicidato in carcere nel 2019 dopo una condanna per traffico e abuso di minori. Era il 2018 quando Epstein rispondeva ad un sms di una persona non identificata che gli scriveva: ”Stanno facendo di tutto per buttare giù il Presidente” con poche, fulminanti parole: ”Io sono l’unico che può abbatterlo”.
Oggi sono le mail del miliardario, in possesso del Congresso, a dire di più: Epstein sosteneva di avere informazioni compromettenti sul tycoon. Nel dicembre 2015 avrebbe chiesto a un giornalista del New York Times: ”Vuoi foto di Donald e ragazze in bikini nella mia cucina?”. E gli raccontò anche di quando un giorno Trump “era così concentrato a guardare le ragazze in piscina che andò a sbattere contro una porta a vetri”. Le foto in questione non sono mai state fornite, né i racconti di Epstein mai provati. È invece indubbio che l’attuale presidente passò molto tempo a casa del finanziere. Da dimostrare invece ciò che scrive Epstein nelle mail pubblicate dai democratici della Commissione Vigilanza della Camera, e cioè che trascorse molte ore insieme a una donna “vittima del suo traffico sessuale”.
Il Daily Mail si è spinto a dare un nome a questa donna: Virginia Giuffrè, che conobbe Epstein quando aveva appena 16 anni e che si sarebbe poi tolta la vita venticinque anni dopo in Australia, azzerata dai fantasmi del passato. Viaggiava regolarmente sul jet privato del finanziere, soprannominato non a caso Lolita Express. E che fossero nei cieli d’America o nella casa dell’Upper East Side di New York, la ragazza ricorda nel suo libro “Nobody’s girl”: ”Mi passavano in giro come un piatto di frutta”. In questo “plurale” l’attuale presidente non c’era, poiché, sempre nel suo memoriale, la povera Virginia scrive che “Trump è sempre stato gentile con lei” pur sperando che fosse lui a indicare i nomi di chi l’aveva stuprata in quei terribili anni.
Sia chiaro: Trump non è ad oggi formalmente accusato o incriminato. Ma entra ugualmente nella storia dei presidenti americani finiti nel sandwich sesso&potere. Il sexgate che ha visto protagonista Bill Clinton e Monica Lewinsky è storia d’oggi. Ancora nitide nella memoria le relazioni extraconiugali di John Fitzgerald Kennedy, a cominciare da quella con Marylin Monroe. Ma il vizio comune agli inquilini della Casa Bianca comincia già con il terzo presidente americano Thomas Jefferson, che ebbe un figlio da una sua schiava di 17 anni. Così come Grover Cleveland, due volte presidente, che divenne genitore di un figlio illegittimo. Ai tempi diventò protagonista di una canzoncina che diceva: ”Ma, ma where’s my pa? Gone to the White House, ah, ah, ah”. (“Mamma, dov’è mio papà? È andato alla Casa Bianca”). Lo stesso Trump, prima di essere tirato in ballo nello scandalo Epstein, si è dato da fare. Grande eco ha avuto la relazione con la pornostar Stormy Daniels, iniziata a marzo 2006, quando la moglie di Trump, Melania, aveva appena partorito il figlio Barron. Il presidente è stato condannato all’unanimità dai 12 membri della giuria della corte di New York per il pagamento di 130.000 dollari alla signorina Daniels per farla tacere sui loro rapporti a luci rosse. I soldi furono pagati dall’avvocato di Trump e poi rimborsati come spese legali fittizie, violando anche la legge sui finanziamenti elettorali. E vale la pena ricordare anche che nel 2024 una corte d’appello federale ha condannato il presidente a pagare 83,3 milioni di dollari per aver diffamato Jean Carroll, la scrittrice che lo ha accusato di averla stuprata negli Anni Novanta nel camerino di un grande magazzino a New York. Dal passato al presente e ritorno. Insomma, una secolare tradizione di sesso, bugie, inganni, nell’abbraccio del potere. Come non dare ragione a Philip Roth che, ne “L’animale morente”, scrive: ”Per quante cose tu sappia, per quante cose tu pensi, per quanto tu ordisca e trami e architetti, non sei mai al di sopra del sesso”.