Ci sono degli artisti che sopravanzano i gusti personali e i tempi, per diventare dei simboli del costume e della storia – se vogliamo minore, ma sempre storia – di questo paese. Tra questi, indubbiamente c’è Ornella Vanoni. La sua carriera parte con Strehler e le “canzoni della mala” a fine anni ‘50, decolla nella musica leggera coi capolavori di Gino Paoli dei primi ‘60, cavalca il periodo della liberazione dei costumi e della contestazioni e giovanile (la sua “Eternità” a Sanremo 1970 viene censurata perché recitava “io ti guardo mentre dormi accanto a me”), supera gli anni ‘70 ai ritmi sudamericani di Toquinho e De Moraes, e poi via via fino a diventare la grande “senatrice” a cui negli ultimi anni ogni esternazione era concessa, in nome di una carriera inimitabile sempre votata alla libertà e all’emancipazione. Ebbene, a un personaggio di tale rilievo, mamma Rai non ha saputo (non scrivo voluto…) dedicare uno speciale come si deve nei due mesi successivi alla scomparsa, avvenuta il 21 novembre 2025. Se escludiamo una fortuita ed estemporanea “ultima intervista” realizzata da Aldo Cazzullo a Ornella e trasmessa a dicembre su La7, la prima grande vera trasmissione celebrativa a questa grande stella della canzone è arrivata infatti solo il 18 gennaio, per altro sempre sul 9, ad opera di Fabio Fazio, che della Vanoni era da qualche anno il “riscopritore”, nella sua veste di opinionista senza veli e senza freni.
Avrebbe dovuto pensarci la Rai, detentrice delle famigerate “Teche”, miniera d’oro, terra d’Eldorado di ogni memoria televisiva, depositaria di chissà quali e quante meraviglie in bianco e nero e a colori con la mitica Ornella protagonista assoluta. Ma nulla. Ha dovuto provvedere Fazio, da un’altra rete, visionando tra mille difficoltà e pagando a caro prezzo a mamma Rai ciascun minuto di repertorio trasmesso. È abbastanza avvilente, date le indubbie competenze presenti nell’azienda di Stato, che la Vanoni abbia dovuto aspettare l’omaggio di un “Papa straniero”. Lo speciale di “Che tempo che fa” dedicato a Ornella é stato ricco di idee, di ospiti importanti che hanno omaggiato il repertorio musicale della rossa cantante milanese, e ha proposto bei filmati d’epoca. Un piccolo (o grande) sacrificio economico per la rete, ma un impagabile risultato di “servizio pubblico culturale”. Non proposto dalla Rai.